IL 18 MARZO A ROMA PARLERÀ’ LA RESISTENZA IRACHENA
Uniamo le voci del Movimento e della Resistenza nella lotta di liberazione dalla guerra e dall’oppressione imperialista
Il 18 marzo, terzo anniversario dell’inizio dell’aggressione all’Iraq, il movimento contro la guerra sarà nuovamente in piazza per manifestare contro l’occupazione dell’Iraq e per il ritiro immediato di tutte le truppe straniere.
Sarà questa l’occasione per accomunare la voce del movimento a quella della Resistenza popolare.
Al termine del corteo di Roma, in piazza Venezia, parlerà Jabbar al Kubaysi, presidente dell’Alleanza Patriottica Irachena, da sempre impegnato nella costruzione di un ampio fronte di liberazione nazionale che unisca le forze dell’opposizione e della Resistenza in un progetto di liberazione ed autodeterminazione del popolo iracheno.
Per questa sua attività, al Kubaysi, dopo essere stato sequestrato dalle forze speciali americane il 3 settembre 2004, è stato detenuto per un anno e tre mesi in un carcere USA a Bagdad fino alla sua scarcerazione avvenuta nel dicembre scorso.
Per la prima volta dunque, dopo l’incredibile negazione del visto ad Haj Ali, simbolo dei torturati di Abu Ghraib, un prigioniero iracheno potrà finalmente parlare in Italia.
I Comitati Iraq Libero sono impegnati per la massima riuscita della manifestazione, particolarmente importante quest’anno nel nostro paese anche per dare vita ad un’opposizione politica e sociale assolutamente necessaria chiunque vada al governo con il voto del 9 aprile.
La sfida che il movimento contro la guerra è chiamato a raccogliere è quella della costruzione di ampio fronte antimperialista internazionale come quello proposto al Forum Sociale di Caracas dal presidente del Venezuela Hugo Chavez.
Le resistenze all’imperialismo crescono, in varie forme, in diverse parti del mondo.. In Medio Oriente, anche come riflesso dei risultati raggiunti dalla resistenza irachena, il popolo palestinese ha detto a chiare lettere, con le elezioni del 25 gennaio scorso, di voler continuare a lottare per i propri diritti, rifiutando il negoziato a perdere (la cosiddetta “Road Map”) imposto dagli Usa.
Ma l’agenda della guerra infinita scatenata da Bush non conosce soste. Ora è la volta dell’Iran, deferito all’Onu in palese contrasto con le norme del diritto internazionale ed applicando ancora una volta – nella maniera più plateale – la politica dei “due pesi e due misure”, dato che (limitandoci al Medio Oriente) l’incredibile arsenale atomico detenuto da Israele non viene messo in discussione da nessuno.
Se negli ultimi tre anni il bellicismo americano è stato frenato ciò è dovuto soltanto alla straordinaria resistenza opposta dal popolo iracheno agli invasori.
Una ragione di più per unire idealmente e politicamente questa lotta con quella di chi si batte contro la guerra, contro chi la fa in nome del proprio “diritto” al dominio planetario, per affermare invece i diritti dei popoli alla libertà ed all’autodeterminazione.
Roma – 18 marzo 2006
Movimento contro la guerra e Resistenza irachena:
due voci, un’unica battaglia
Comitati IRAQ LIBERO
Firenze 12 febbraio 2006




