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Iraq, mille in tre anni i disertori britannici

May 31st, 2006 · Lasciare un commento (No Comments)

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di e. st.

Dal marzo del 2003, quando le truppe britanniche a fianco di quelle statunitensi hanno invaso l’Iraq, sono circa mille i militari di sua maestà che hanno disertato. Lo ha rivelato ieri la «Bbc» pubblicando le dichiarazioni di un parlamentare laburista secondo il quale le diserzioni sono conseguenza di una guerra impopolare.

Il ministero della Difesa da parte sua conferma le cifre, ma sostiene che il tasso di abbandono è costante e non ha nulla a che vedere con l’Iraq. L’interpretazione del ministero è contestata anche dall’avvocato Justin Hugheston-Roberts, difensore del tenente Malcolm Kendall-Smith, recentemente condannato ad otto mesi di prigione per essersi rifiutato di servire in Iraq. «Abbiamo notato un aumento di militari che si assentano dal servizio e che si rivolgono a noi per essere aiutati», ha detto il legale.

E le cose potrebbero peggiorare fra breve se il Parlamento approverà un disegno di legge proposto dal governo che prevede pene severissime, fino all’ergastolo, per i militari che si rifiutano di partecipare all’occupazione di Paesi stranieri.

Secondo le cifre fornite dal ministero ogni anno sono migliaia i militari che si assentano senza permesso: nel 2001 2670, nel 2004 3050 e nel 2005 2725. Ma di questi solo alcune centinaia spariscono del tutto diventando quindi disertori. Nel 2001 sono stati 86, nel 2002 118, nel 2003 134, nel 2004 229, nel 2005 377 e quest’anno finora sono 189. In effetti anche se il numero degli assenti senza giustificazione è rimasto stabile, anzi nel 2005 è perfino diminuito, quello dei disertori veri e propri appare invece in costante crescita, come ha sottolineato il parlamentare John McDonnel evidenziando che è più che triplicato (da 118 nel 2002 a 377 nel 2005) dal momento dell’invasione dell’Iraq in quanto «sempre più soldati mettono in dubbio la moralità e la legalità dell’occupazione».

A parlare di dissenso fra i militari britannici in servizio in Iraq (il contingente è composto da circa 7200 uomini prevalentemente dispiegati nel Sud del Paese) è anche Ben Griffin, un ex membro dei corpi speciali Sas che all’inizio dell’anno ha informato il suo comandante di non voler tornare in Iraq perché ha visto i militari statunitensi compiere troppi atti che lui ha definito illegali.

«C’è molto dissenso tra le truppe sulla legalità della guerra e preoccupazione per l’eccessiva durata della missione», ha detto alla «Bbc». Le sue dimissioni comunque sono state accettate ed ora dice che non avrebbe mai neppure considerato l’ipotesi di lasciare il servizio se fosse stato per quello che ha visto in Iraq. «Sono rimasto sconvolto dal comportamento quotidiano delle truppe Usa. Trattano gli iracheni con disprezzo, non li considerano esseri umani. Hanno un completo spregio per la vita e le proprietà degli iracheni», ha detto Griffin, sostenendo che il suo punto di vista è condiviso da molti ex commilitoni.

da La Stampa del 29 maggio 2006, pag. 8

c/
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Tags: Continente

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