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L’immortalità è a portata di mano

April 26th, 2006 · Lasciare un commento (No Comments)

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di Alessio Mannucci

Secondo Ray Kurzweil, noto futurologo e tecno-imprenditore di successo, e Terry Grossman, autori del libro “Fantastic Voyage: The Science Behind Radical Life Extension”, chi arriverà alla soglia dell’anno 2020 potrà usufruire del più efficace elisir tecnologico di lungavita: i nanorobot intelligenti.

Un misto di nanotecnologia e intelligenza artificiale. Dei robot microscopici, infinitesimali - attualmente in via di sperimentazione - in grado di viaggiare nei flussi sanguigni e intervenire per distruggere agenti patogeni, rimuovere scorie nocive, correggere gli errori del DNA, invertire il processo di invecchiamento.

Una visione esageratamente tecno-positivista quella dei due autori, che tralasciano di valutare i naturali effetti trascendenti e catastrofici di ogni innovazione tecnologica. Perché, se veramente questi nanorobot diverranno intelligenti, finanche ad acquistare una propria coscienza, chi ci assicura che vorranno renderci immortali e non magari eliminarci dalla faccia della Terra?

A cercare di stemperare i toni dell’entusiasmo immortalista, ci stà provando uno dei due “padri fondatori”, assieme a William Gibson, della letteratura cyberpunk, giornalista e saggista in prima linea in molte battaglie per la difesa della libertà e della democrazia in rete (basti citare il celebre “Giro di vite contro gli hacker”, pubblicato in Italia dalla Shake), oggi consulente di importanti società high tech in veste di futurologo: Bruce Sterling.

In un suo articolo, apparso sul numero di settembre della rivista Wired, Sterling ha commentato sarcasticamente l’imminente avvento di quella soglia di mutamento evolutivo definita col termine di “singolarità”. Una soglia al di là della quale la velocità dell’evoluzione tecnologica diviene tale da sfuggire a qualsiasi comprensione e controllo umani.

Il termine, introdotto dallo scrittore di fantascienza Vernor Vinge all’inizio degli anni ‘90 e successivamente adottato da ricercatori e studiosi di tecnologia, viene associato ad un salto evolutivo verso una sorta di “superumanità” che usufruirà di menti capaci di interfacciarsi direttamente alle intelligenze artificiali, e di corpi cyborg tecnologicamente e geneticamente manipolati, superpotenziati e dotati di protesi sensoriali.

La stessa visione abbracciata con tanto vigore da Kurzweil e da tutti i decantatori del trans-postumano. Mentre i più scettici e i catastrofisti - che si riconoscono nello scrittore Samuel Butler - prefigurano invece un salto involutivo dell’essere umano, destinato a soccombere in uno stato di schiavitù di fronte alla prossima generazione di macchine intelligenti incomparabilmente più evolute.

“A mio parere, la superumanità è l’essenza stessa della singolarità. In sua assenza, ci ritroveremo sommersi da una montagna di ricchezze tecnologiche di cui non sapremo farci nulla”. Così sentenzia Vinge, citato da Sterling, che poi commenta ironicamente: “Basta togliere la minaccia dell’intelligenza artificiale dalla profezia di Vinge per ottenere una brillante descrizione del nostro presente: una montagna di ricchezze tecnologiche di cui non sappiamo farci nulla. Invece di trasformare i nostri cervelli in supercomputer spirituali, abbiamo ottenuto una Internet soffocata dalla spazzatura”.

Secondo Sterling: “È possibile che ci si trovi sulla soglia di una sconvolgente svolta, oppure è possibile che ci si trovi all’inizio di un nuovo medioevo caratterizzato da epidemie, fame e catastrofi climatiche.

Ma è più verosimile che si stia già vivendo in una sorta di noioso, squallido vortice storico di autocompiacimento, in cui ci aggiriamo avendo perso qualsiasi senso del progresso e di direzione temporale. Non abbiamo alcuna idea di cosa vogliamo dalle nostre vite e dalla società. E nessuna legge di Moore riuscirà a elevarci spiritualmente finché mancherà qualsiasi volontà, visione e appetito per la spiritualità”.

fantastic-voyage.net
ecplanet.com
nexusitalia.com

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Tags: Cultura

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