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B-liar

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LONDRA - Il primo ministro britannico Tony Blair era stato avvertito più di un anno prima degli attentati di Londra che la guerra in Iraq stava alimentando il reclutamento di estremisti musulmani in Gran Bretagna. Lo scrive oggi il domenicale Observer.

Il giornale pubblica una lettera in tal senso inviata dal segretario permanente al Foreign Office al segretario del governo di Tony Blair, datata 18 maggio 2004, in cui si avvertiva che la politica estera del paese era “un tema ricorrente” nella comunità musulmana britannica “specialmente nel contesto del processo di pace in Medio Oriente e dell’Iraq”.

“La politica estera britannica e la percezione dei suoi effetti negativi sui musulmani globalmente giocano un ruolo significativo nella creazione di un sentimento di collera e di impotenza specialmente nella giovane generazione di musulmani britannici”, si legge nella lettera riportata dall’Observer. “Questo - aggiunge il testo - sembra essere un argomento chiave del reclutamento delle organizzazioni estremiste”.

Fino alla vigilia degli attentati del 7 luglio Blair aveva negato a più riprese che la presenza militare britannica in Iraq rendesse la Gran Bretagna più vulnerabile rispetto al terrorismo. Gli autori degli attentati contro le metropolitane e l’autobus sono stati compiuti da quattro kamikaze britannici. Tre di essi erano di origine pachistana e uno era un giamaicano naturalizzato britannico.

La Gran Bretagna ha attualmente in Iraq più di 7.000 uomini.

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Tags: Economia · Politica