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Bankitalia: di male (Fazio) in peggio (Draghi)

March 22nd, 2006 · Lasciare un commento (No Comments)

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di Andreone

Agli inizi degli anni ’90, Tangentopoli fu presentata al popolo come l’occasione ripulire lo scenario italiano da una masnada di politici truffaldini, sempre a caccia di mazzette di ogni tipo. Una “ventata pulizia” aizzata dai Telegiornali e dai Quotidiani dei soliti noti per fare piazza pulita di una classe politica corrotta. In Italia, come in tutto il resto del mondo occidentalizzato, la classe politica era ed è corrotta.

L’obbiettivo di Tangentopoli, quello vero autentico, non era di ordine etico, ma di ben altro tipo. Il 70% dell’economia nazionale era mano allo Stato, cioè era più o meno direttamente gestita dalla classe politica che la utilizzava malavitosamente a suo uso e consumo (la Democrazia, si sa, ha i suoi costi impresa…). Se tutto questo veniva tollerato livello internazionale, per ovvie ragioni, dopo caduta del Muro di Berlino, questo non più. I poteri forti internazionali e italiani Banche d’affari, Banche Centrali, Multinazionali, etc..) non vedevano l’ora affondare gli artigli sul grande scrigno delle Partecipazioni Statali. Partecipazioni Statali avevano accumulato, negli ultimi decenni, siappure disordinatamente, gran parte delle Imprese italiane. Erano la vera struttura portante dell’economia italiana. Molte di queste Imprese rappresentavano delle vere eccellenze, frutto del lavoro delle generazioni nostri padri e dei nostri nonni. La grande stampa italiana, vera arma letale in mano Grande Capitale, contestualmente alla ventata moralistica lanciava la parola d’ordine che allora diventò un totem incontestabile: Privatizzazione. La cronaca di questi anni, fatta di svendite di Telecomunicazioni, Energia, Industria pesante, etc.., ci documenta tristemente come sono andate le cose.

L’unico spezzone importante dell’economia non ancora finito nelle ingorde fauci del capitalismo mondialista sono le Banche. Ed è proprio qui che inizia il secondo tempo del film iniziato con Tangentopoli: attaccare frontalmente il governatore che aveva garantito fino ora l’italianità delle banche. Beninteso che italianità non s’intende l’interesse del popolo italiano; quello, finalmente, sarà difeso quando sarà distrutta la banca privata Bankitalia (insieme alla BCE) e vi sarà una vera ed effettiva sovranità monetaria. In attesa di quell’epoca (a cui Eurasia dovrà approdare con le idee ben chiare in materia), il clerical-faccendiere Fazio ha comunque opposto una certa resistenza alla svendita del sistema creditizio alla finanza cosmopolita e straniera, sicuramente meno controllabile di quella nostrana. Ha avuto inizio, così, l’attacco mediatico contro Fazio, orchestrato dai soliti “media moralizzatori”. Fatto fuori il vecchio governatore amico del Vaticano, con l’avallo di quasi tutte le forze politiche, entra in campo il Dottor Draghi: Il Grande Privatizzatore, longa manus delle banche americane e componente della Triade della Goldman Sachs. Gli altri due sono l’economista Mario Monti e il professore bolognese Romano Prodi. Tra tre anni, anche il sistema bancario italiano – gestore dei soldi del secondo popolo più “risparmioso” del mondo - finirà in mano ai gruppi esteri. Alla faccia delle chiacchiere sulla moralità, l’etica e l’immagine dell’Italia all’estero, l’Alta finanza internazionale, rappresentata in Italia da Mario Draghi, può dire…OPERAZIONE COMPIUTA.

Opposta Direzione
Coordinamento Progetto Eurasia (CPE)
terradegliavi.org

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Tags: Economia

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