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Fantaterrorismo

July 28th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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Guerriglia, terrorismo, immigrazione clandestina: un triangolo
finanziario ben oleato per alimentare direttamente dall’Irak, e più
precisamente dai fedelissimi del deposto regime, la campagna italiana contro
i «Centri di permanenza temporanea» sul quale si soffermano con dovizia di
particolari alcune relazioni informative dei servizi segreti.

Alla luce delle nuove indicazioni di intelligence potrebbe,
dunque, essere riletta sotto una luce diversa l’ostinazione del ministro
Pisanu (che ha lavorato con impegno per un pacchetto-sicurezza il più
possibile condiviso da maggioranza e opposizione) nel non arretrare di un
millimetro rispetto alla levata di scudi di alcune forze politiche della
sinistra proprio in riferimento ai centri di permanenza temporanea.

Non a caso, il sempre conciliante responsabile del Viminale, si
era detto disposto a discutere di tutto tranne che di «quelle strutture
indispensabili Cpt all’azione di contrasto dell’immigrazione clandestina»
che il governo intende al contrario «potenziare, diffondere e migliorare».

Quando solo qualche giorno prima Pisanu, illustrando in Senato
la situazione complessiva sulle problematiche legate all’immigrazione
clandestina, aveva fatto espresso riferimento ai Cpt e alla «furibonda
campagna politica, condotta da associazioni e gruppi diversi, italiani e
stranieri», alcuni osservatori si erano chiesti a chi il ministro si
riferisse.

Molto probabilmente era stato informato sugli ultimi dati
raccolti dall’intelligence occidentale, e in particolare dai servizi segreti
italiani, a proposito della «sponsorizzazione economica» che sarebbe stata
alla base del fermento di alcune entità (dai no global agli anarchici)
contro i centri di prima accoglienza per gli extracomunitari sbarcati nel
nostro Paese.

Dietro tale agitazione, secondo una recente informativa, vi
sarebbero i fantasmi del partito Baath iracheno. I «reduci» della
formazione politica di Saddam Hussein, esclusa dalla ricostruzione del Paese
e dal governo ad interim costituito dopo la caduta del Raìs, attraverso una
complicata distribuzione di società avrebbero infatti attivato canali
finanziari per foraggiare economicamente la campagna di disturbo portata
avanti nel nostro Paese dai gruppi dell’estrema sinistra contro le politiche
dell’immigrazione del governo.

La traccia su cui lavora in queste ore l’intelligence partirebbe
sia da segnalazioni raccolte in loco dalle «antenne» dei servizi
occidentali, sia dalla ricostruzione di flussi di denaro che dall’Irak
sarebbero transitati nella disponibilità di personaggi già noti ai servizi
italiani per essere organicamente legati alla galassia antagonista della
sinistra extraparlamentare.

Non è da escludersi - ma questa è allo stato una mera ipotesi
investigativa - che i collegamenti fra alcuni dei destinatari degli oboli in
Italia e i gruppi della guerriglia possano essersi intensificati a seguito
dei sequestri dei nostri concittadini in Irak e di taluni «interessamenti»
sui quali negli ambienti investigativi permangono ombre ancora da dissipare.
L’indicazione soldi-campagna contro i Cpt viene valutata con
estrema attenzione dagli analisti dei servizi segreti e dell’antiterrorismo.

Non solo per il controllo esclusivo che sul partito Baath hanno
sempre esercitato quegli stessi sunniti che oggi tirano le fila della
guerriglia irachena e hanno insanguinato le prime elezioni democratiche
nell’ex feudo di Saddam. Ma anche alla luce dell’alleanza tattica e
strategica che nella scorsa primavera i gruppi armati laico-nazionalisti
della formazione politica del Raìs avrebbero stretto col giordano Abu Musab
al-Zarqawi, fidato colonnello di Al Qaida e luogotenente di Osama in Irak.

E proprio a questi collegamenti, specifica un’altra nota
dell’intelligence, si è fatto riferimento in occasione del recente arresto
di Ibrahim Sabati, nipote di Saddam Hussein ed ex capo dei servizi segreti
del regime iracheno, accusato di finanziare la rete terroristica che
insaguina non solo Bagdad e dintorni giust’appunto mediante «enormi quantità
di denaro di cui disponeva per averle ereditate dalle casse del disciolto
partito Baath».

ilgiornale.it

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Tags: Economia

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