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Gita scolastica

January 18th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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Non è sempre divertente essere studenti liceali, specialmente quando viene loro imposta una gita scolastica, fuori stagione, in Polonia e, per di più, non per scoprire i tesori culturali di questo paese, ma per visitare il campo di Auschwitz nell’ambito di un ” progetto pedagogico sull’Antisemitismo e sulla Memoria “.

Tale viaggio è stato vissuto dalla prima classe del Liceo Jean Jaurès di Montreuil. Faceva freddo, c’era la neve, le spiegazioni delle guide erano ripetitive e monotone. Alcuni allievi, che si chiedevano che cosa stessero facendo in quel posto, si sono distratti. Uno di loro fa una battuta spiritosa per far ridere i suoi compagni, altri si tiravano palle di neve, altri ancora si sono lasciati andare a grida e schiamazzi.

In tempi normali nessuno si sarebbe preoccupato. Ma il tutto è avvenuto ad Auschwitz e il “fattaccio”, da parte di un adoloscente di 17 anni, non poteva che essere un “proposito antisemita” che avrebbe giustificato una riunione del consiglio scolastico ed una sospensione definitiva dall’istituto. Il baccano ed i “comportamenti disinvolti” (secondo le stesse parole degli insegnanti), sono stati giudicati una profanazione ad un “luogo di memoria altamente simbolico e testimone della tragedia degli ebrei in Europa ” e di conseguenza sanzionati.

Pare inoltre che questo sia solo l’inizio delle sanzioni, le quali, da scolastiche, rischiano di diventare giudiziarie. Infatti, il grande umanista e pedagogista Sammy Ghozlan, che presiede l’Ufficio Nazionale di Vigilanza contro l’Antisemitismo, ha dichiarato in un comunicato ampiamente diffuso:

” chiediamo al procuratore della Repubblica di intraprendere le misure penali necessarie contro questi minori ed i loro genitori civilmente responsabili. Noi chiediamo che si proceda a verifiche del contesto culturale nel quale questi adolescenti vivono, al fine di identificare e di combattere tutto ciò che veicola ed influenza i loro pregiudizi ”

Ci sarà dunque la sanzione scolastica, la sanzione penale, la sanzione finanziaria e, per finire, l’inquisizione a domicilio. Tutto ciò, va ricordato, non per dei pericolosi criminali, ma per dei giovani adolescenti ” spazientiti ” da un’iniziativa obbligata. Fra l’altro bisogna sapere che questa gita era stata finanziata con i soldi dei contribuenti dell’Ile-de France, come se non fosse stato possibile usarli in un altro modo ! Ma ammettiamo che sia sensato sprecare in questi viaggi i soldi così faticosamente guadagnati e che gli stessi rivestano un interesse storico per i liceali.

Andiamo allora fino in fondo alla questione e mostriamo loro tutti i campi.

In Polonia, ad esempio, si potrebbero prendere due piccioni con una fava e visitare, fra quelli situati nella stessa regione, il campo di Zgoda. Funzionò a partire dal 1945 e le Edizioni Akribeia gli hanno appena dedicato un libro (vedi www.librad.com), opera di Sepp Jendryschik. I prigionieri erano dei cittadini della minoranza tedesca della Slesia, dei polacchi anti-comunisti e degli zingari. I loro carnefici, comandati da un correligionario di Sammy Ghozlan, dal nome Salomon Morel, li sottoposero a tali torture e maltrattamenti che diverse migliaia morirono in pochi mesi. In Francia non se ne è mai parlato, ma la CBS dedicò a Zgoda un documentario nel 1993 e un giornalista americano, precisiamo di origine ebreo-polacca, fece un certo numero di ricerche che gli consentirono di scrivere un libro: THE WRATH OF SALOMON (L’Ira di Salomone). In questo libro egli annota: ” è spiacevole dover dire che Schwientochlowitz (il nome polacco di Zgoda) non fu il solo campo di concentramento comandato da ebrei e che non fu nemmeno il peggiore “. Ne derivò uno scandalo e il torturatore Salomon Morel fu, anche se tardivamente, perseguito dalla giustizia polacca, ma riuscì a scappare……in Israele.

Un dubbio terribile mi assale: può darsi che tutti i morti non siano uguali e che i tedeschi, i polacchi e gli zingari di Zgoda,innocenti quanto gli ebrei di Auschwitz, non meritino ne una gita scolastica ne il dovere di memoria. Perchè ?

Lascio prudentemente ai lettori il compito di rispondere.

Christian Bouchet
Tratto da: VOX-NR.COM

Traduzione a cura di: Gian Franco Spotti

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Tags: Economia

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