IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
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NEGATO IL VISTO ANCHE AD HAJ ALI!
PER FINI E BERLUSCONI AI TORTURATI VA TOLTA ANCHE LA PAROLA
DALL’INCONTRO INTERNAZIONALE DI DOMENICA UNA FORTE RISPOSTA AL DISPOTISMO IMPERANTE IN ITALIA
CHE OGNI DEMOCRATICO FACCIA SENTIRE SUBITO LA PROPRIA VOCE!
Il governo Belusconi-Fini nega il visto anche ad Haj Ali, il torturato di Abu Ghraib
Comunicato stampa dei Comitati Iraq Libero
Questa mattina, venerdì 29 settembre, Haj Ali, simbolo dei torturarti di Abu Ghraib, si è recato presso l’ambasciata italiana di Amman (Haj Ali, dopo la sua drammatica esperienza, vive infatti in Giordania) a ritirare il visto promesso e quindi partire per l’Europa. Gli è stato invece comunicato, dopo tre settimane di pellegrinaggi in ambasciata, che il visto non poteva essergli concesso.
L’ambasciata si è aggrappata al ridicolo pretesto che risiedendo Haj Ali in Giordania, essa non avrebbe la potestà di concedere il visto dato per concesso. Assurdo! Tutti sanno che il requisito della residenza nel paese di stanza dell’ambasciata (escogitato infatti all’ultimo momento) non è affatto necessario per il rilascio del visto. La decisione, esclusivamente politica, viene direttamente dai palazzi del governo di Roma, si spiega senz’altro con la volontà di rispettare l’ormai famigerato diktat americano, ma in questo caso c’è un surplus: si vuole umiliare Haj per ciò che suo malgrado rappresenta (la più umana denuncia della terribile occupazione del suo paese) e con lui il vasto movimento di solidarietà con la resistenza del popolo iracheno.
Secondo il responsabile dell’ambasciata, Haj Ali dovrebbe “semplicemente” recarsi alla rappresentanza diplomatica italiana a Bagdad, all’interno cioè della Green Zone, la fortezza americana nel cuore di Bagdad. In sostanza si arriva a chiedere al torturato di andare dai torturatori, naturalmente per ricevere un altro no o magari qualcosa di peggio.
Il governo Berlusconi-Fini ha dunque superato se stesso, impedendo ad un simbolo della brutalità dell’occupazione militare dell’Iraq di venire in Europa, dove è richiesto in decine e decine di città e da numerosi ed importanti organi dell’informazione radiotelevisiva.
E’ questa una conferma clamorosa tanto dell’arroganza del governo, quanto della sua sudditanza agli USA.
Questa vergognosa decisione, che il governo non ha avuto questa volta neppure il coraggio di assumersi politicamente, è stata resa possibile dall’altrettanto squallido silenzio sull’intera vicenda dei visti (Conferenza di Chianciano) da parte dei dirigenti del centrosinistra che non hanno mosso un dito davanti alla violazione dei diritti democratici, davanti alla negazione del diritto all’espressione del pensiero, davanti al bavaglio che oggi viene messo sulla bocca dell’uomo incappucciato ad Abu Ghraib.
Dobbiamo dunque lanciare un forte allarme democratico. Dopo aver impedito la Conferenza Internazionale per “Una pace giusta, con la Resistenza”, si vuole impedire ora che la barbarie della tortura venga denunciata in prima persona da chi l’ha subita.
A questo punto siamo arrivati, a questo non dobbiamo e non vogliamo rassegnarci.
E’ questa una battaglia non solo nostra; sempre di più è una lotta che riguarda tutti i sinceri democratici, perché qui è in gioco lo stesso diritto ad affermare la verità.
La lotta dunque continua. Già oggi stiamo avviando le procedure per richiedere il visto ad Haj Ali da altri paese europei.
Haj Ali non potrà essere in ogni caso presente all’incontro internazionale di domenica 2 ottobre a Roma, ma certo non rinunciamo al progetto del suo tour europeo, per portare in ogni angolo del continente la denuncia della mostruosa violazione dei diritti umani frutto dell’occupazione americana dell’Iraq.
Il meeting di domenica prossima a Roma sarà dunque un’occasione per una denuncia ancora più forte del dispotismo imperante in Italia, un momento di protesta contro l’attacco ai diritti costituzionali, un punto di partenza per il rilancio della lotta per avere Haj Ali in Europa, ed i visti ai legittimi rappresentanti del popolo iracheno per poter tenere quanto prima la Conferenza internazionale.
Comitati IRAQ LIBERO 29 settembre 2005
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Verso la Conferenza Internazionale
MANIFESTAZIONE
ROMA, domenica 2 ottobre, ore 10,00 – Aula magna università valdese
via Pietro Cossa 40 (zona P.zza Cavour)
fermata metropolitana Lepanto linea A
GUARDIAMO IN FACCIA LA VERITÁ
Il governo italiano, negando ad alti esponenti della società civile irachena di venire in Italia col pretesto che essi sarebbero “seminatori d’odio” e una “minaccia per la sicurezza nazionale”, ha impedito che si svolgesse la prevista Conferenza di Chianciano.
In verità gli iracheni sarebbero venuti non solo a spiegare le ragioni della Resistenza contro l’occupazione, ma ad invitare l’Italia a cambiare strada seguendo una politica di pace.
Il fatto è che Berlusconi, Fini e C. obbediscono a Sua Maestà Bush il quale, attraverso un ultimatum firmato da 44 parlamentari del Congresso USA, intimò a Roma, già a fine giugno, di proibire la prevista Conferenza.
In un colpo solo sono stati così calpestati la sovranità italiana, la Costituzione, la libertà di pensare diversamente da chi vuole trascinarci nell’abisso della “guerra di civiltà”.
Non gli italiani sono infatti terrorizzati, ma solo il governo, poiché non vuole far loro conoscere la verità su quanto sta accadendo in Iraq: che non c’e’ alcuna pacificazione; nessuna stabilizzazione democratica; che i crimini compiuti dalle truppe occupanti e dai loro squadroni della morte (che cinicamente si cerca di addossare alla Resistenza ) continuano più efferati di prima.
MANIFESTAZIONE
ROMA, domenica 2 ottobre, ore 10,00 – Aula magna università valdese
via Pietro Cossa 40 (zona P.zza Cavour)
Verso la Conferenza Internazionale – Per i visti ai fratelli iracheni – Per il ritiro delle truppe d’occupazione -Con la Resistenza popolare -Per una pace giusta nel rispetto della sovranità nazionale
Presiedono:
Fausto SCHIAVETTO Comitati Iraq Libero – John CATALINOTTO, International Action Centre, USA – Stelios AGOUTOGLU, Lega Internazionale dei Popoli in Lotta ILPS – Wilhelm LANGTHALER, Campo Antimperialista
Intervengono inoltre:
Awni al KALEMJI, portavoce dell’Alleanza Patriottica Irachena – Kawthar al KUBAYSI, moglie di Abduljabbar, segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, sequestrato dall’esercito USA il 4 settembre 2004 – Abdulhaleem KANDIL, rappresentante di Kifaya, Egitto – Leonardo MAZZEI, portavoce dei Comitati Iraq Libero – Roberto GABRIELE, per i sette scioperanti della fame – Gianni VATTIMO, Filosofo – Giovanni FRANZONI, Comunità Cristiana di Base di S. Paolo – Hamza PICCARDO, Segretario nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche – UCOII – Domenico LOSURDO, Filosofo – Marina BIGGIERO, Confederazione Cobas – Vainer BURANI, Avvocato difensore di attivisti islamici – Alessandro LEONI – Cpn Rifondazione Comunista – Aldo BERNARDINI, Professore di diritto internazionale – Georges LABICA, Filosofo, Francia – Jan MYRDAL, Scrittore, Svezia.
29 settembre 2005



