L’avvocato che ha vinto la causa, Carlo Corbucci, è una persona che stimo molto.
E’ un signore tranquillo, sulla sessantina, che si è sempre tenuto lontano dalla politica. Mai stato militante, tantomeno di sinistra. Caratterialmente un conservatore.
A un certo punto, dopo anni e anni di vita pacifica, si è trovato a difendere i primi immigrati squattrinati che erano stati incastrati come “terroristi”.
Prima di tutto, un tizio del Bangla Desh che aveva un call center a piazza Vittorio a Roma, e che si è trovato il locale invaso da un gruppo di ragazzotti urlanti che brandivano pistole: erano della DIGOS e avevano avuto una segnalazione anonima che c’era una bomba… nel bagno. E infatti, dietro al cesso trovano un ordigno avvolto in una stampata internet del famoso fotomontaggio di Bin Laden che sodomizza Bush.
Può sembrare una follia, ma quel fotomontaggio fa la differenza tra possesso illegale di armi (un paio di anni, se ben ricordo) e la “finalità di terrorismo”, cioè circa 15 anni di carcere.
Corbucci è riuscito non solo a far assolvere il povero bengalese, ma anche a identificare l’informatore della DIGOS (un altro bengalese) che aveva messo l’ordigno e poi fatto la segnalazione. Senza il mio amico, non so come sarebbe andata a finire.
E così Corbucci si è trovato a difendere, uno dietro l’altro, tutta una processione di poveracci accusati di “terrorismo”. Si tratta di gente molto diversa: in alcuni casi, persone pacifiche e religiose, in altri casi di balordi che non avevano mai pensato né alla politica né alla religione, ma tutte accomunate dall’assenza di mezzi economici, dalla precarietà legale, dalla paura di essere rispediti nei paesi di origine dove sarebbero diventati desaparecidos.
Corbucci si è impegnato con grande coraggio e abilità, solo che lo studio ne ha risentito parecchio: da una parte, i suoi clienti non avevano soldi, dall’altra avevano bisogno di molto di più del normale cliente italiano: di qualcuno che parlasse con le loro famiglie, o con i loro datori di lavoro per non farli licenziare, ad esempio. Dall’altra, non è facile avere contro, come avversario, lo Stato italiano e tutti i suoi apparati, e non avere nessuno dalla tua parte: perché la sinistra o i garantisti di destra se ne sono fregati tutti.
Corbucci non sa cosa voglia dire la parola “immagine”, comunque non ha avuto nemmeno il ritorno d’immagine su cui contano certi avvocati che assumono casi difficili: è famoso solo tra immigrati disperati.
E succede di tutto, come quando si è trovato a difendere un anziano signore di origine libica: la DIGOS aveva fatto irruzione in casa sua dietro segnalazione dei servizi USA, gli aveva sequestrato i risparmi di una vita - 10.000 dollari in contanti. Il poveretto lo hanno rilasciato quando si è presentato suo figlio, che di mestiere faceva il carabiniere…. ma non gli hanno mai restituito i soldi. In via non ufficiale, gli hanno spiegato che tutti i soldi sequestrati nell’ambito di queste indagini vengono consegnati agli americani per “controlli”, e gli americani se li tengono.
Quantomeno posso invitare tutti a comprare il suo libro: Carlo Corbucci, “Il terrorismo islamico in Italia. Realtà e finzione”. Non lo troverete in libreria, ovviamente. Quindi, al costo di fare lo spammatore (ma non ci guadagno certamente niente) ecco come ordinare il libro:
Carlo Corbucci, Il terrorismo islamico in Italia: realtà e finzione, Gruppo Editoriale Agorà, Roma, 2003, € 15.
Si può ordinare via Internet dalla Libreria Islamica oppure direttamente dall’editore:
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Inviare una e-mail a info@gealibri.com con nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico.
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Causale: indicare il titolo del libro e il quantitativo di copie richieste
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Intestato: Gruppo Editoriale Agorà
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Causale: indicare il titolo del libro e il quantitativo di copie richieste
Prezzo di copertina
Da kelebek




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