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I palestinesi? Paranoici!

July 28th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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Qualche giorno fa un ragazzino palestinese di 12 anni è stato accoltellato a morte nel villaggio di Krayout in Cisgiordania. Fonti palestinesi accusano subito dell’omicidio i coloni che sarebbero arrivati dal vicino villaggio di Shiloh. La polizia palestinese, dopo le prime indagini, appura invece che c’è stata una lite tra palestinesi e che i coloni non c’entrano niente. Il ragazzino si chiamava Yazan Mohammed Mussa. Fin qui la notizia.

Come arriva però in Italia ? Qui entra in gioco quello che da decenni è il mai abbandonato ossequio alle fonti “palestinesi”; meglio ancora se non verificate e se pregiudizialmente contrarie a Israele. L’esempio di Krayout è illuminante. La notizia non è delle più rilevanti, ma se la si considera nella sua prima e propagandistica versione, può tornare utile se lo scopo non è quello di informare ma quello di danneggiare l’immagine di Israele sui media europei.

A questo provvede diligentemente l’Ansa, la nostra maggior agenzia di stampa. Non si capisce per quale motivo, ma l’ufficio israeliano dell’agenzia romana è particolarmente attento a certe ‘fonti’ quasi sordo per altre. Infatti, senza venficare nemmeno un quotidiano israeliano, l’Ansa dirama questo servizio: «Ramallah, 20 luglio-Un ragazzino palestinese di 12 anni è stato ucciso oggi a coltellate da un colono israeliano nella regione di Ramallah. Yazen Mohammed è stato colpito da numerose coltellate, hanno raccontato due suoi amici interrogati dai servizi di sicurezza. Un portavoce della polizia israeliana in Cisgiordania ha confermato che vicino all’insediamento di Shilo è avvenuto un incidente. Altre fonti parlano di un’imboscata». Dei servizi Ansa fanno abitualmente scorpacciata le milioni di copie di giornalini che vengono distribuiti gratuitamente. Il che equivale a milioni di lettori che, disinformati, si saranno fatti una bella opinione dei “coloni” cattivi. Ma non solo i “gratuiti” se ne saranno impadroniti: pure qualche “grande” come Repubblica, sempre attenta a non farsi sfuggire nulla che possa danneggiare l’immagine di Israele, non se lo lascerà scappare. Infatti, il giorno dopo l’accaduto, riportava la non-notizia sotto il titolo: «Nablus, l2enne ucciso dai coloni». Lo stesso è avvenuto con i giornali radio della Rai. Ecco un esempio di come la mancanza di verifica può produrre risultati devastanti per il buon nome di un paese. Superficialità ? Malanimo? Posizione pregiudiziale? Ci fermeremmo a queste constatazioni se il caso fosse isolato. Dato che nella realtà si verifica quasi quotidianamente, ci chiediamo cosa abbiano di tanto credibile queste “fonti palestinesi” da affascinare l’ufficio di corrispondenza dell’Ansa sino al punto da spingere i suoi corrispondenti a travisare i fatti. Chissà se l’Ansa avrà la bontà di risponderci.

libero

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Tags: Economia

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