NOTA PER I CAPIREDATTORI = SPECIALE AKI SU TERRORISMO IN IRAQ
Roma, 24 gen. - (Adnkronos) - L’agenzia AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL trasmetterà ai propri abbonati uno speciale sul terrorismo in Iraq, con le confessioni esclusive di alcuni Jihadisti: dalle trascrizioni, ricavate anche da programmi delle emittenti di Baghdad, emerge uno spaccato delle modalità di reclutamento e delle condizioni di vita all’interno dei gruppi terroristici. Inoltre, dalle parole dei miliziani - che sono stati arrestati o si sono arresi - viene riproposto il nodo del ruolo della tv satellitare ‘Al Jazeera’, che - attraverso lo spazio dedicato ad imam integralisti - sembra avere contribuito alla diffusione del messaggio jihadista ai giovani musulmani della regione.
Completa lo speciale una scheda di AL-FAYHA TV, una nuova emittente privata di Baghdad (con la quale AKI ha avviato una collaborazione giornalistica) che a poche settimane dalla nascita ha già riscosso un grande successo di pubblico e viene considerata come l’alternativa irachena ad Al Jazeera.
***
Ecco cosa dovete scrivere, epigoni della democrazia, redattori del ‘politicamente corretto’ d’Italia.
Il consiglio della nota agenzia di stampa non è certo malevolo, semplicemente descrive cosa si muove nel panorama dell’informazione allineata. I lanci che ieri seguivano all’invito rivolto ai capiredattori erano un chiaro invito a delineare ed avvalorale la tesi del ‘doppio binario’ del terrorismo iracheno: quello gestito dalla fantomatica organizzazione di al Qaida e quello capeggiato dal disciolto partito ba’athista, ovviamente in stetto contatto fra loro e aiutati dalla tv del Qatar ‘Al Jazira’.
“Mi sono reso conto degli eventi in Iraq durante l’invasione americana guardando alcuni telegiornali sia arabi che francesi o italiani. Però ho deciso di andare a combattere il Jihad in Iraq solo dopo aver visto su Al-Jazeera un gruppo di Ulema che incitavano i giovani a farlo”: cosi’ il giovane tunisino Wali Al-Masmoudi ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare la propria famiglia e il proprio paese per andare a combattere a Falluja contro gli americani. Al-Masmoudi come altri cinque combattenti è stato catturato dalle forze americane e sabato scorso, ai microfoni della Tv satellitare Al-Fayha l’alternativa irachena, anzi, sarebbe più appropriato am-irachena, ad Al Jazira, ha raccontato la sua storia e quella degli altri volontari arabi che con lui hanno raggiunto Falluja.
Per Wali, quindi, il motivo scanante della sua missioni irachena è stata l’incitazione trasmessa da degli Ulema tramite la televisione del Qatar, più volte accusata dal governo americano e da quello interinale di Baghdad di appoggiare i “terroristi”..
Il contatto di Wali per recarsi in Iraq è stato uno studente tunisino a Damasco.
” Ci hanno portato in una verso il confine. Abbiamo poi incontrato altri due siriani che con i cannocchiali controllavano se c’erano guardie nella zona ed a piedi abbiamo attraversato una zona montuosa per 2 ore e mezza fino ad entrare in Iraq”. Siriani complici del ‘terroristi’.
Così secondo l’agenzia Adnkronos, è logico dedurre che in territorio siriano ci sia una banda legata ad Al-Qaeda molto ben organizzata che recluta e trasporta i combattenti fino al confine iracheno, dove vengono poi presi in consegna dal gruppo di Abu Musab Al-Zarqawi. Così un’agenzia di stampa ‘politicamente corretta’ si mette a fare deduzioni invece di fornire semplicemente informazioni…
Il giovane, giova ripeterlo, arrestato da truppe americane e intervistato in carcere (Abu Ghraib) da questa nuova tv ‘libera’ irachena, avvalora poi la tesi già smentita (ma non importa, l’essenziale e fare un bel minestrone ad uso e consumo dei filoatlantici di casa nostra) che Omar Hadid, il fratello di Hamid Hadid, direttore della redazione di Baghdad di ‘Al Jazira’, sarebbe il referente di al Zarkawi a Falluja.
“Nel suo interrogatorio il terrorista tunisino - insiste l’agenzia - confessa di seguire molto Al-Jazeera, ma anche di essere rimasto deluso dai gruppi iracheni, ed in particolare da quello di Omar Hadid, perché i suoi militanti erano molto litigiosi tra loro”
Dalla testimonianza di Wali, oltre ad emergere il ruolo di propaganda dell’emittente del Qatar, già definita dal ministro iracheno Shaalan ‘Tv del terrorismo’, si evidenzia anche il ruolo della Siria nel convogliare tutti i terroristi del mondo islamico che trovano nel suo confine una porta aperta verso l’Iraq. Una ‘realtà’ è emersa anche nella testimonianza raccolta, sempre dalla Tv irachena Al-Fayha, dal comandante del gruppo denominato ‘Esercito di Maometto’, Muayed Al-Nasseri, arrestato pochi mesi fa dalle autorità irachene. Il frullato si arricchisce così del gruppo ‘terrorista’ “fondato da Saddam Hussein dopo la caduta del suo regime, il 9 aprile 2003″ - spiega Al-Nasseri.
In entrambi i casi, quello del giovane ‘plagiato’ da Al Jazira e quello del comandante ba’athista che guida un Esercito di Maometto (poco socialista a dir la verità…) la Siria fa la parte del leone, dividendosi il podio con l’Iran..
Scoprendo l’acqua calda l’agenzia traccia i legami tra il partito ba’athista di Damasco e quello disciolto e clandestino iracheno. Legami indiscutibili e legittimi messi nel frullatore dalla nuova tv ‘democratica irachena’ che ha trasmesso le cinque testimonianze di guerriglieri (ricordiamo catturati e detenuti dagli Usa) “i quali raccontano la loro esperienza spiegando ai telespettatori chi li ha istigati ad andare in Iraq per compiere atti di terrorismo, come sono giunti nel paese e quali complicità gli hanno permesso di provocare tanta distruzione e morte nel paese”.
Il minestrone è servito.
Is.La.
Da Rinascita, 25 gennaio 2005





0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
You must log in to post a comment.