BEIRUT - Nove leader spirituali e politici sciiti libanesi sono stati esplicitamente minacciati di morte con un comunicato firmato ”al Qaida nel Levante” giunto via fax alla sede dell’autorita’ religiosa sciita a Tiro, nel Sud del Libano, riferisce oggi la stampa di Beirut.
Le nove personalita’ in questione, si legge nel comunicato, ‘’sono nemici dell’Islam e collaborazionisti, che cooperano con il nemico da dietro le quinte”. Nel testo si afferma inoltre che il leader di al Qaida in Iraq Abu Musab al Zarqawi ha stabilito delle cellule in Libano e ha reclutato militanti pronti ad applicare la sentenza di morte.
Tra i nomi citati nel testo ci sono quelli del presidente del Parlamento Nabih Berri, del leader spirituale sciita sheikh Mohammed Hussein Fadlallah, del mufti di Tiro Sayyed Ali Amin, del vice segretario generale del movimento Hezbollah sheikh Naim Kassem e di altri tre esponenti dello stesso movimento, tra cui il deputato Mohammed Raad.
Intervistato a tale proposito, Raad si e’ limitato a dire che le nove persone citate nel comunicato ”rappresentano degli obiettivi israeliani”, ma altri esponenti presi di mira
prendono la cosa molto sul serio. Si tratta di minacce che ”non possono essere ignorate, soprattutto perche’ il Libano sta attraversando un periodo transitorio molto importante”, ha detto una fonte vicina al presidente del parlamento Berri citata dal quotidiano l’Orient le Jour, che non ne cita il nome. Dopo l’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri, ”l’uccisione di altre personalita’ politiche potrebbe avere l’obiettivo di spingere il Paese sull’orlo di una guerra civile”, ha aggiunto la stessa fonte.
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