Caro Nino,
a dire il vero non avrei voluto neppure scriverti perché, francamente, o c’è qualcuno che si ritiene troppo furbo, o ritiene “gli altri” degli emeriti imbecilli. Non so a che gioco stia giocando Cospito e, a questo punto, non mi interessa nel modo più assoluto: di quale “Terzo Polo state cianciando?! Secondo voi quando sostenete che “il partito c’è” avete risolto tutto?
Il “partito” sarebbe il FSN di Tilgher? O siete degli ingenui o degli sprovveduti (…e voglio essere buono ed “educato”). Sapevo fin dall’inizio che le cose sarebbero andate in questa direzione: è buona (si fa per dire…) usanza della “comunità” cui appartiene Tilgher da sempre, di perseguire “unificazioni”: se riescono a strumentalizzarle o ad impossessarsene - con le buone o con le cattive - seguono quella strada, altrimenti sfasciano tutto. Non è perseguibile l’unificazione degli aderenti al “cartello”? Si sfascia il cartello e si cerca d’imporre il FSN come “partito guida”.
Altra cosa, caro Nino: Continui a parlare di “Progetto editoriale”: per carità di Patria non ho voluto infierire, ma mi strappi la polemica con la violenza della tua insistenza: quale sarebbe questo tuo progetto editoriale?!!!
Sai bene, e lo ribadisco, che per me la vita di ogni testata è sacra, ma cerchiamo di avere almeno il senso dei propri limiti: “Ciaoeuropa” la stampi in 350/400 copie che mandi a non più di mezza dozzina di persone che, pensi, a loro volta dovrebbero distribuirla. Questo, dopo dieci anni d’attività. Ultimamente hai trasformato Ciaoeuropa in un bollettino di propaganda elettorale (errore, almeno dal mio punto di vista…) e il mezzo di pubblicizzare gli sfoghi giudiziari di Longo (…che continua ad intasare la posta elettronica di mezza Italia, inviando cinque o sei volte lo stesso messaggio, a volte di un mega…!). La Vedetta di Rebecchi, che è un’ottima penna, meriterebbe, se non fosse organo di partito, ben altra diffusione. Italicum è una rivista di buon spessore, purtroppo poco conosciuta. “Progetto sociale” non la conosco.
Tu scrivi: “Il revisionismo storico avanza con le nostre case editrici, con i nostri libri, con le nostre riviste e i nostri bollettini.” Non ho capito bene a cosa o a chi tu intenda riferirti: certo non al tuo “Progetto editoriale” o ai promotori del cosiddetto “Terzo Polo”…!
Ti voglio solo dare una breve, molto breve indicazione: hai mai sentito parlare delle Edizioni Barbarossa di Maurizio Murelli, delle Edizioni Europa di Enzo Cipriano, delle Edizioni del Veltro di Claudio Mutti…? Forse hanno fatto molto più di te, di me, di Tilgher, di Cospito e compagnia, ma mai si sono atteggiati a grandi magnati della carta stampata o editori del Times o del Washington Post, e credo stampino più di 350 copie.
Per quanto ne posso sapere, molto poco, lo confesso, non credo che Murelli, Cipriano e Mutti possano avere manifestato l’intenzione di aderire al vostro Terzo Polo o “al partito che già c’è” (Come sostiene un certo Maurizio Canosci, di cui mi è arrivata una e.mail nella quale, fra l’altro, addirittura sostiene che “il documento della Direzione Nazionale del FSN è stato da tutti firmato a partire dal Segretario Nazionale. Ci sarebbe stato da meravigliarsi non l’avesse fatto…!).
Senso dei propri limiti, caro Nino, ed anche del ridicolo.
Un eventuale Terzo Polo non si costruisce come pretendete di fare, imponendo una parte, squalificata e non rappresentativa, su tutto un mondo.
Come spesso dici tu…
Cordiali saluti,
Salvatore Francia




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