ROMA - Prima si vedono le immagini dello strazio di Nassiriya, la voragine provocata dal camion bomba, la distruzione, le facce attonite dei militari, muchi di qualcosa, forse cadaveri. Poi la voce narrante passa a raccontare «il volto piangente del presidente del Consiglio, il crociato Berlusconi» nelle sale del Vittoriano davanti alle bare delle vittime in quel novembre 2003. La voce narrante sarebbe quella di Abu Musab al-Zarqawi, il giordano proclamato “luogotenente di bin Laden in Iraq” che da due anni pianifica gli attentati terroristici contro le forze della coalizione.
Il video è stato intercettato ieri mattina dall´intelligence italiana su un sito internet utilizzato solitamente dai gruppi qaedisti che ha già diffuso immagini di processi, decapitazioni e condanne a morte. «E´ originale» dicono gli analisti. Si tratta di un filmato lungo 46 minuti in cui il regista ha realizzato un video-montaggio giudicato dagli esperti «tecnicamente assai complesso e ricercato». La voce narrante, indicata al minuto 6.34 del video con una sovrascritta come «quella di Zarqawi, emiro di al Qaeda nel paese dei due fiumi», non fa minacce verbali esplicite contro l´Italia. Il video sembra più che altro «un avvertimento» e «l´indicazione di un obiettivo», certo qualcosa di molto più serio che non gli annunci di “cimiteri” e “distruzioni” comparse in questi giorni sul web a firma di sedicenti brigate. Sono solo due i leader occidentali che Zarqawi decide di inserire nel filmato: Silvio Berlusconi e George W.Bush.
La prima parte del video racconta con un puzzle di immagini ricavate da tivù e filmati amatoriali e, dicono gli analisti, «montate con sapienza tecnica oltre che conoscenza politica», gli attentati più eclatanti attribuiti a Zarqawi tra cui le autobome alla sede delle Nazioni Unite a Bagdad, contro il convoglio della Croce Rossa internazionale. Poi arrivano le immagini di Nassirya, 12 novembre 2003, le dieci del mattino, il fumo nero che sale dalla palazzina che era diventata la base dei carabinieri in città. E´ il minuto 6.49 del video. «Dopo le Nazioni Unite e la Croce Rossa - dice la voce - è venuta la spedizione di Nassiriya in cui è stata distrutta la base degli italiani e abbiamo ucciso decine di loro».
Al settimo minuto il video-montaggio lascia la regione del Dhi Qar e inquadra improvvisamente l´Italia, Roma, le sale del Vittoriano in cui sono esposte le salme dei morti di Nassiriya a cui tutto il paese rese omaggio per tre giorni. E inquadra Silvio Berlusconi che stringe le mani intorno al viso e si asciuga gli occhi con il fazzoletto. «Grazie a quello che abbiamo fatto - continua la voce narrante - abbiamo fatto piangere il presidente del Consiglio, il crociato Berlusconi».
Seguono le immagini di venti suicidi e shahid, martiri, venti giovani delle brigate kamikaze con il volto scoperto. Significa che hanno già compiuto la loro azione suicida. In altre immagini ci sono invece giovani col volto coperto, quindi martiri ancora in attività. E il testamento di uno di loro, Abi Amam al-Hajisi, un mujaheddin di origine saudita.
Il video viene diffuso in una giornata “particolare” per l´organizzazione terroristica che fa capo al giordano Zarqawi che firma tre diversi messaggi. L´organizzazione, infatti, ha fatto circolare anche il filmato del processo e la relativa condanna a morte decretata dal tribunale islamico dei due diplomatici algerini rapiti pochi giorni fa. E la nuova rivendicazione degli attentati di Sharm, la terza ma forse quella originale.
E´ obbligatorio a questo punto soffermarsi su un punto. Tre settimane fa è stato prima rapito e poi ucciso, sempre da Zarqawi, un diplomatico egiziano. Un paio di settimane fa alcune informative dell´intelligence avevano avvisato che «i rapimenti di diplomatici o gli attentati a sedi consolari potevano essere il via libera a cellule autonome per azioni terroristiche». Sabato scorso, le cinque bombe di Sharm, la Rimini sul Mar Rosso egiziano. «Il rapimento e la condanna a morte dei diplomatici algerini potrebbe essere il segnale per un prossimo attentato in Algeria» riflettono alcuni esperti che ieri si sono riuniti al Viminale per il Comitato di analisi strategico antiterrorismo. Il direttore del Sisde Mario Mori, sentito ieri per più di due ore dal Copaco presieduto da Enzo Bianco (Margherita), ha ribadito che «il rischio per l´Italia è altissimo ma non ci sono minacce specifiche».
Sempre ieri Zarqawi ha voluto rivendicare anche le bombe di Sharm el Sheikh con la sigla Tawid e Jihad. E´ il terzo gruppo che reclama la paternità dell´attentato dopo le Brigate Azzam e le Brigate del Sinai. L´ultimo comunicato indica anche i nomi dei kamikaze e sembra la rivendicazione originale. «Noi del gruppo Tawhid e Jihad della terra di Kanana Egitto - recita il testo - continuiamo la guerra contro gli ebrei e i cristiani nella terra dell´Islam che è iniziata con la lotta ai sionisti sulla terra dei Sinai attraverso Taba e Ras Al-Shaitan e giuriamo fedeltà ai nostri martiri di questa spedizione benedetta: 1) Iyad il palestinese 2) Suleyman Falayfal Sawarika 3) Himad Al-Tarbani 4) Mahmdoud Badawi 5) Salama Al-Tahi». La polizia sta verificando se questi nomi hanno qualche riscontro.
Minacce
July 27th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)
Tags: Economia





0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
You must log in to post a comment.