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NO TAV- una bandiera per ogni balcone di Torino

November 21st, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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NO TAV

una bandiera per ogni balcone di Torino

perchè Torino, soggetta agli effetti delle correnti
d’aria dalla Val di Susa (foehn), subirebbe anch’essa
l’esposizione aerea delle fibre di amianto
(Si parla di più di un milione di metri cubi di rocce
polverizzate contenenti amianto: Dr. Gays – oncologo
Ospedale S. Luigi di Orbassano)
“L’esistenza di amianto riguarda solo il tracciato
nazionale che passa sotto Monte Musinè con una
galleria di 23 Km”, spiega Edoardo Gays, oncologo,
medico presso l’azienda ospedaliera san Luigi di
Orbassano che ha valutato i rischi per la salute
dell’opera. “Le autorità si ostinano a cercare tracce
di amianto sulla tratta internazionale, laddove non
c’è, per eliminare le resistenze all’inizio dei
lavori. Il problema invece è limitato da Grange di
Brione a Bruzolo”.

Proprio qui, infatti, a 15 Km di
distanza dal tracciato dove sorgerà la galleria, si
trova Balangero, la cava di amianto bianco più grande
d’Europa, chiusa ma ancora non bonificata. “Da uno
studio che gli stessi costruttori di Rete ferroviaria
Italiana hanno commissionato nel 2003 ai geologi
dell’Università di Siena è emersa la presenza di
amianto sotto forme diverse in metà dei 39 campioni di
rocce prelevate in 29 punti su questo territorio”,
continua Gays. Il materiale da scavare, movimentare e
poi stoccare è stato stimato in oltre un milione di
metri cubi. Le fibre di amianto si disperderebbero
così nel terreno, nelle acque e nell’aria, agevolate
dai forti venti della zona. “L’amianto è un killer
invisibile, in provincia di Torino la mortalità per
tumore è del 29,1 per cento. Una donna su tre muore di
cancro. Pur usando tutte le misure di sicurezza
esistenti, che prevedono peraltro costi onerosi, i
rischi connessi all’amianto non si annullerebbero”.

e perchè la TAV, nei numeri, non è economica

Uno studio commissionato dalla Comunità Montana Bassa
Valle di Susa alla Società di ingegneria dei Trasporti
Polinomia, rivela che la linea sarebbe giustificata se
nei prossimi anni transitassero 40 milioni di
tonnellate di merci l’anno, per un totale di 350 treni
al giorno, uno ogni 4 minuti alla velocità di 150
km/h, alternati da treni passeggeri a 300 km/h.
(professor Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino)

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=1117

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Tags: Continente · Economia · Societa