Altermedia Italia
Altermedia Italia: In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario. (George Orwell)


Quando l’intelligenza non è tutto

October 19th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

Email This Post Print This Post

NEW YORK— «Oppenheimer, Einstein, Freud, Marx, Kafka, Bellow,
Levi-Strauss, Allen, Dylan: la storia degli ultimi duecento anni è
costellata da una miriade di scienziati, pensatori e intellettuali
ebrei», recita il controverso studio intitolato The Natural History of
Ashkenazi Intelligence. «Nonostante gli ebrei costituiscano un mero
0,25% della popolazione mondiale e solo il 3% di quella Usa—prosegue—
essi rappresentano il 27% di tutti i premi Nobel e il 50% dei campioni
mondiali di scacchi».

Il motivo? «Gli ebrei hanno un quoziente di intelligenza più elevato,
a causa delle continue persecuzioni che li hanno costretti ad affinare
l’intelletto per sopravvivere», replicano gli autori del saggio, Henry
Harpending e Gregory Cochran. I due studiosi dell’ Università dello
Utah che l’estate scorsa hanno sollevato un vespaio, spedendo a varie
riviste scientifiche Usa la loro ricerca dove sostengono che la
presunta superiorità intellettuale degli ebrei ha una base genetica.
Ma quella che all’inizio sembrava solo l’ennesima querelle
medico-scientifica destinata al dimenticatoio, ha finito per scatenare
un furioso dibattito negli Stati Uniti dopo la decisione della
prestigiosa casa editrice Cambridge University Press di pubblicare lo
studio sia online, sia nel suo bimestrale Journal of Biosocial Science
entro l’anno prossimo. L’annuncio ha conferito autorevolezza
istantanea ad uno studio screditato da dozzine di storici,
evoluzionisti ed esperti di Dna, ma al quale la stampa ufficiale—dal
New York Times all’Economist — ha accordato uno spazio
inaspettatamente ampio. Forse imbaldanziti dai riflettori, Harpending
e Cochran hanno deciso di tornare all’attacco, premendo l’acceleratore
sugli aspetti più controversi del loro studio.
«Nel Dna degli ebrei ashkenaziti c’è la prova della loro intelligenza
superiore—dichiarano i due studiosi al New York Magazine, che dedica
loro la copertina del suo ultimo numero —. Le malattie genetiche
tipiche degli ebrei ashkenaziti, quali il Tay-Sachs e il Niemann-Pick,
sono collegate e anzi responsabili dell’intelletto superiore di tali
soggetti». Per suffragare la loro tesi, i due citano uno studio di
Steven Walkley, neuroscienziato all’Albert Einstein College of
Medicine, che mostra un aumento notevole di dendrite — i trasmettitori
dei neuroni — nel tessuto cerebrale di individui a f f e t t i da
Tay-Sachs e Niemann- Pick. «Nel percorso genetico- evolutivo,
l’intelligenza degli ebrei si è sviluppata in tandem con certe
malattie genetiche — teorizzano — come risultato della discriminazione
subita nei ghetti dell’Europa medievale ».
Senza quella auto-difesa cromosomica, ipotizzano i due ricercatori,
gli ebrei ashkenaziti non sarebbero mai riusciti a sopravvivere.
«Soprattutto se si considera che gli unici mestieri che erano
autorizzati a svolgere nell’Europa medievale, dove l’usura era vietata
ai cristiani — mercante, esattore delle tasse, banchiere —,
richiedevano doti matematiche e un quoziente d’intelligenza superiore
alla media». Ma la tesi è confutata dall’establishment scientifico
americano come «pericolosa» e «razzista». «E’ scienza da
strapazzo—punta il dito Harry Ostrer, capo del programma di genetica
umana della New York University — non in quanto provocatoria, ma
piuttosto perché si tratta di pessima genetica e ancor peggiore
epidemiologia».
Molti temono l’uso strumentale dello studio da parte degli ideologi
dell’estrema destra, che cercano una giustificazione scientifica alle
loro tesi razziste sin dai tempi lontani di Louis Agassiz. Quando il
noto biologo elaborò le famigerate «tipologie razziali» alla base
della schiavitù, nel 1850. «Il risvolto della medaglia è chiaro—punta
il dito lo storico Sander Gilman —: l’intelligenza degli ebrei è alla
base della paranoia anti-semita sin dal sedicesimo secolo, quando
Lutero affermava che i dottori ebrei erano così intelligenti, da aver
ideato un veleno che poteva uccidere un cristiano in meno di un
giorno».
E se i bambini ebrei spesso finiscono per essere i primi della classe,
concordano storici, antropologi e genetisti, il motivo è un altro. «Se
dovessi scegliere tra geni ebrei e madri ebree, sceglierei queste
ultime — afferma David Goldstein, direttore del Center for Population
Genomics and Pharmacogenetics alla Duke University —. Sono loro che
hanno dato vita alle tante barzellette sull’intelligenza degli ebrei».
Come quella, famosissima, usata anche da Woody Allen in un film: «Sai
quando un feto ebreo diventa umano? Quando si laurea in medicina ».
Alessandra Farkas
19 ottobre 2005

Benedetto Zaccaria

corriere.it

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...
Share/Bookmark



Tags: Economia · Societa