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Sorpresa: i rubli ora valgono più dei dollari

July 4th, 2006 · Lasciare un commento (No Comments)

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di Astrit Dakli

Da ieri, 1 luglio, la valuta nazionale russa – il rublo – è pienamente convertibile nei mercati valutari di tutto il mondo.

Può sembrare una notizia minore, ma non lo è affatto: un po’ perché si tratta comunque di una novità storica (l’ultima convertibilità del rublo risale a poco meno di un secolo fa, cioè al tempo dello zar, quando il valore delle monete era garantito dalle riserve d’oro) e soprattutto perché questa svolta è foriera di importanti mutazioni di rapporti di forza nei mercati valutari mondiali, e non solo in quelli. Non per niente proprio questo sarà uno degli argomenti in discussione nell’imminente G8 di San Pietroburgo. Piena convertibilità significa che da ieri non ci sono più restrizioni di nessun genere al movimento transfrontaliero di capitali «cash», né all’acquisto o alla vendita della valuta russa, né dentro il paese né all’estero; chiunque potrà acquistare qualunque quantitativo di rubli, mettiamo a Roma, e portarli a Mosca per comprarvi qualunque cosa, oppure tenerseli come investimento per realizzare più tardi un guadagno.

Non c’è da sorridere: le previsioni degli esperti finanziari vedono infatti nei prossimi mesi la probabilità di forti speculazioni al rialzo del rublo contro il dollaro americano da parte degli operatori internazionali. In sostanza, oggi un dollaro vale poco meno di 27 rubli e si pensa che alla fine dell’anno ne varrà 23-24, dunque chi comprasse oggi rubli investendo un milione di dollari e li rivendesse a Natale potrebbe realizzare in sei mesi un guadagno speculativo di 160-170mila dollari – che non è proprio poco. La forza di attrazione del rublo, che si ritiene sia stato finora deliberatamente molto sottovalutato dalle autorità monetarie russe, è ovviamente legata alla ritrovata forza economico-fina nziaria della Russia, spinta straordinariamente dal gas e dal petrolio.

Se meno di dieci anni fa l’economia russa era una catastrofe, con dei deficit di bilancio terrificanti, un debito estero in default, riserve a zero e tassi di crescita negativi, oggi la situazione è rovesciata completamente: il paese cresce a ritmi quasi cinesi, il budget statale ha continui surplus, tanto che Mosca ha potuto annunciare addirittura un accorciamento dei tempi previsti per il completo ripianamento del debito, e le casse dello stato sono strapiene di valuta, al punto da generare persino qualche preoccupazione. In più, il Cremlino ha annunciato l’intenzione di aprire entro i prossimi mesi una borsa-energia a Mosca: finora il gas e il petrolio russi erano venduti contro dollari (o euro) sui mercati internazionali, ora potranno e forse dovranno essere acquistati in Russia contro rubli – il che spingerà ancora più su la valuta nazionale. A sua volta il rafforzamento del rublo renderà più economi co per i russi l’importazione di merci straniere e in particolar modo quella di prodotti industriali e materie prime provenienti dal Terzo Mondo, con un prevedibile effetto domino sulla produzione industriale di Mosca e sul mercato interno.

Su quest’ultimo, del resto, si sta completando in queste settimane la de-dollarizzazione: gli impiegati di aziende straniere (o in qualche caso anche russe) che fino a poco fa si ritenevano privilegiati perché erano pagati in dollari e potevano usarli come bene-rifugio, oggi si lamentano e pretendono il pagamento in rubli, così come sta rapidamente riducendosi la richiesta di aprire conti bancari denominati in valuta estera, sempre più privi di senso data la situazione.

[04/07/2006]

Fonte: Il Manifesto

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Tags: Economia

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