“Non è giusto ipotizzare una mia nomina a ministro. Il rispetto degli elettori e la dignità personale impongono che si pensi all’Italia più che ai singoli. Non soffro della sindrome da perdita del potere” (9 aprile).
“Come si dice a Roma, a me di andare al governo nun me ne po’ fregà de meno” (10 aprile).
“Non devo inseguire una poltrona avendone persa un’altra. C’è una fila di aspiranti ministri e io non ci sono” (18 aprile).
“Non ho nessun ministero da chiedere per me, faccio gia’ il consigliere regionale e non cerco posti. Quando Berlusconi mi ha invitato l’altra sera offrendomi di entrare nel governo sa io che gli ho risposto? Grazie presidente, sono onorato, ma forse hai trovato l’unico italiano che ti dice di no” (20 aprile).





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