Altermedia Italia
Altermedia Italia: In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario. (George Orwell)
UltraViolent Street Wear, t shirts and clothing with a street tough attitude

Strozzini e strozzinaggi

August 24th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

Email This Post Print This Post

Mosca ha versato 15 miliardi di dollari al Club di Parigi (una dozzina di
paesi-creditori occidentali, fra cui l’Italia), chiudendo “in anticipo” il
debito russo con i creditori.
Il debito, originariamente di 43 miliardi di dollari, era stato contratto
dall’allegro precedente governo Eltsin.
L’aumento insperato del prezzo del greggio ha consentito a Putin di saldare
in anticipo la rimanenza.

Così ha risparmiato (in interessi che non dovrà pagare) 400 milioni di
dollari nel 2005, che saliranno a 800 nel 2006.
Ma soprattutto ha sfidato il sistema finanziario globale, che si basa
sull’indebitamento sine die dei Paesi soggetti, per poterli meglio
controllare (anzitutto risucchiandone le materie prime a prezzi stracciati).

Non è la prima volta: mesi fa Putin ha chiuso in anticipo le pendenze russe
col Fondo Monetario, annunciando di non voler accettare nuovi disinteressati
prestiti, che il FMI (il “pignoratore” globale dei Paesi poveri) era
prontissimo ad offrirgli.
E, contrariamente al losco regime cinese, non “investe” i suoi petrodollari
in Buoni del Tesoro americani.
Insomma non finanzia il suo potenziale nemico.
Con ciò, Putin si pone consapevolmente nel mirino dei poteri forti mondiali.
“Un popolo che non s’indebita fa rabbia agli usurai”, ripeteva Ezra Pound.

Il più noto dei telepredicatori “cristiani”, e il più impegnato nella
crociata neocon contro l’Islam, Pat Robertson, ha espresso il desiderio - in
un pubblico appello - che qualcuno (CIA? Mossad? Pentagono?) “faccia fuori”
il presidente venezuelano Hugo Chavez: un altro che approfitta dei rincari
del greggio (che il Venezuela produce) per svincolarsi dalla sudditanza
politica degli usurai.
Il “mirino dei poteri forti globali” non è, come si vede, una metafora.
E’ una concreta “realtà evangelica”.

Coloro che si adeguando ed arruolano i loro popoli alla Crociata neocon
ricevono invece concreti vantaggi.
Per esempio: Tony Blair, quando lascerà la sua carica di capo del governo
britannico, ha già un’offerta di lavoro.
Come consulente della Carlyle, la società finanziaria di Bush e dei Bin
Laden (con investimenti nel mondo per 30 miliardi di dollari) in cui già
sono impiegati vari ex capi di Stato e ministri occidentali, dall’ex premier
inglese John Major a Frank Carlucci, ex ministro della Difesa di Reagan.
Con un salario di mezzo milione di sterline annuali, per qualche giorno di
lavoro al mese a facilitare “contatti” con potenti del business e della
politica.
Ciò consentirà a Blair di pagare il suo personale e privatissimo debito, che
lo sta mettendo in difficoltà: s’è infatti comprato a credito una magione da
3 milioni di dollari, pari a 17 volte il suo emolumento annuo da premier, di
cui sta pagando il mutuo con fatica.
Un premier che s’indebita piace agli usurai.

Per la solerzia di Putin, invece, sono solo critiche.
L’alta finanza anglo-americana nota che Putin avrebbe fatto meglio a
impiegare l’insperato introito petrolifero russo per alleviare le condizioni
di vita delle masse ex-sovietiche.
Ma gli esperti del capo del governo russo replicano: l’iniezione di denaro
petrolifero nell’economia russa avrebbe il solo esito d provocare spinte
inflazionistiche, che ridurrebbero il potere d’acquisto delle pensioni, e
farebbero male ai veri poveri, che sono i pensionati, e i salariati statali.
Se ha ragione Putin, questa è una indiretta buona notizia per noi:
evidentemente gli economisti del Cremlino si comportano come se il rincaro
del greggio fosse un episodio temporaneo.

di Maurizio Blondet

www.effedieffe.com

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...
Share/Save/Bookmark



Tags: Economia