Alla famiglia, ai camerati di Claudio, il saluto commosso della Redazione di Altermedia Italia.
Varese, 13 giugno 2005 - Un gruppo di un centinaio di ultras, amici del barista ucciso da un albanese sabato notte a Besano (Varese), ha manifestato per le vie di Varese.
Il gruppo, costituito per la maggior parte dalle frange estreme del tifo organizzato, è partito dal Tribunale di Varese, incrociando la manifestazione della Lega Nord, e si è diretto verso il carcere, dove sono detenuti i due albanesi arrestati per l’omicidio.
Davanti alle porte della casa circondariale di Varese i ragazzi hanno tenuto un presidio durato circa 20 minuti, controllato a vista da militari e agenti in tenuta antisommossa. Gli ultras hanno urlato slogan contro gli albanesi: «albanesi pezzi di merda» e «albanesi tutti appesi». Il gruppo è poi arrivato in una piazza adiacente al comizio della Lega Nord, dove gli agenti hanno cercato di fermarli.
La Questura, dopo aver fatto precedentemente sbarrare il cancello del carcere, ha cercato di deviare i manifestanti verso una via secondaria del centro storico per evitare che il corteo confluisca nel comizio della Lega Nord che si sta tenendo negli stessi momenti nella piazza del Tribunale.
Gli agenti con caschi e scudi stanno faticando a contenere la pressione degli ultras. Nel pomeriggioa Besano, paese dove è avvenuto l’omicidio, è stata spaccata la vetrina di una pizzeria gestita da un albanese, episodio sul quale staindagando la Questura.
Polizia e carabinieri, dopo una breve trattativa, sono riusciti ad evitare che il corteo degli ultras amici del ragazzo ucciso dall’albanese si avvicinasse alla manifestazione della Lega nord dove in quel momento stava parlando il ministro Roberto Maroni. Il corteo ha proseguito per un’altra direzione nel centro storico di Varese creando problemi al traffico e continuando a scandire slogan diodio verso gli albanesi.
AGIRE CON SEVERITA’ “Adesso bisogna agire con severità “. È il Ministro della Giustizia Claudio Castelli a dirlo a poco più di 24 ore dall’arresto di Vladimir Mnela, il ventunenne albanese che sabato sera ha ucciso a colpi di pugnale Claudio Meggiorin
Questa mattina a Radio Padania, Castelli ha cercato di stemperare il desiderio di giustizia fai da te espresso da alcuni ascoltatori ma al contempo, chiede una sentenza inflessibile.
“Il lato positivo nella vicenda del giovane barista ucciso nel Varesotto - afferma il Ministro - è che i presunti assassini sono stati assicurati alla giustizia. Certo, la prima reazione viscerale di tutti è dire ‘basta, adesso mi faccio giustizia d solo’.
Questo è umano, lo capisco perfettamente, però poi bisogna fare un bel respiro e ragionare, perché in uno Stato di diritto .
Il Giorno





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