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Abu Mazen vs. Hamas

August 24th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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GERUSALEMME - Appuntamento in gennaio nelle urne per la grande sfida per il controllo dei territori palestinesi fra il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas), e il suo partito Al Fatah, e il movimento integralista Hamas. Il rais ha annunciato oggi che le elezioni politiche palestinesi, le prime nel dopo-Arafat, si terranno il 25 gennaio prossimo.

La sfida nelle urne si annuncia decisiva per il futuro volto della Palestina, oggi ancora in bilico fra la ripresa della strada della pace e la tentazione della violenza. In pratica la campagna elettorale negli ultimi giorni è già partita, prima ancora che si conoscesse il giorno delle elezioni politiche, e si gioca per ora soprattutto sul ‘recuperò politico del ritiro di Israele da Gaza e dello smantellamento delle colonie, il cui territorio sarà restituito ai palestinesi.

Il rais da una settimana moltiplica le presenze ai “festeggiamenti” organizzati un pò ovunque nella Striscia mentre a poche centinaia di metri di distanza i coloni vengono mano a mano espulsi da ogni insediamento dai soldati israeliani. E i dirigenti di Hamas fanno la stessa cosa, rivendicando il ritiro israeliano come una vittoria dei suoi miliziani e della loro “resistenza” durante la seconda Intifada. L’Anp ha fatto cucire decine di migliaia di bandiere palestinesi con le quali tappezzare la Striscia in vista della riconsegna del territorio delle colonie.

Hamas ha fatto stampare altrettanti manifesti con i quali rivendica di avere “sconfitto” Israele: “quattro anni di lotta armata sonoi stati più efficaci di 10 anni di negoziati”, ha detto un portavoce di Hamas, Ismail Haniye.

Abu Mazen, che difende la linea del dialogo con Israele e della fine della violenza, promette che migliaia di posti di lavoro e di case saranno creati per i palestinesi dove oraa ci sono gli insediamenti. Hamas preannuncia invece che dopo il ritiro porterà la lotta armata in Cisgiordania, per cacciare anche da li il “nemico sionista”. Una retorica muscolare che ha spinto ieri anche Abu Mazen a concessioni ideologiche: il rais ha concesso che il “sacrificio” dei “martiri”, compresi i miliziani responsabili di attentati contro Israele, ha portato al ritiro israeliano.

La battaglia politica in vista delle elezioni, che sia Hamas sia il Fatah puntano a vincere, rischia di influire sulle mosse del presidente palestinese nei prossimi mesi, in particolare nel dialogo con Israele. Ma non è escluso che porti anche a un irrigidimento dell’Ano nei confronti delle milizie, e in particolare di quella di Hamas. Israele, con l’appoggio degli Usa, chiede un disarmo dei gruppi armati prima che possa partire una trattativa di pace globale, ritenendo altrimenti di rimanere esposto in ogni momento all’esplosione di una nuova intifada.

E non è escluso che dopo la consegna del territorio delle colonie all’Anp, verso ottobre, Abu Mazen non possa avviare una campagna di disarmo, scontrandosi se necessario con Hamas. Ismail Haniye, ha detto nei giorni scorsi di avere letto “carte segrete” che dimostrerebbero l’intenzione dell’Anp di andare allo scontro.

Nella corsa elettorale l’Anp parte, stando ai sondaggi, in leggero vantaggio su Hamas. Ma i sondaggi palestinesi non sembrano del tutto affidabili, come hanno dimostrato negli ultimi mesi le elezioni amministrative, che hanno registrato importanti successi di Hamas. Gli integralisti hanno inoltre buon gioco a fare campagna contro la corruzione endemica dell’Anp e l’insicurezza diffusa nei territori, due piaghe che Abu Mazen ha ereditato dal suo predecessore Yasser Arafat, e che finora non è riuscito a combattere con efficacia nonostante le promesse.

http://www.tio.ch/

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Tags: Mondo