Sono state aperte inchieste da parte della Difesa, della magistratura ordinaria e militare per chiarire le cause dell’incidente che ha provocato lo schianto di un elicottero AB 412 dell’Aviazione dell’Esercito 25 chilometri a sud di Nassiryah e la morte dei quattro membri dell’equipaggio: il tenente colonnello Giuseppe Lima, 39 anni di Roma e il capitano Marco Briganti, 33 anni di Forlì, e i mitraglieri di bordo, il maresciallo capo Massimiliano Biondini, 33 anni di Bagnareggio (Viterbo) e il maresciallo ordinario Marco Cirillo, 29 anni di Viterbo.
In attesa di dettagli e notizie ufficiali è però possibile formulare alcune ipotesi.
L’elicottero ha effettuato una sosta per il rifornimento di carburante a Camp Buehring, base logistica statunitense situata nel Kuwait nord occidentale, e si è quindi diretto verso Tallil. Considerata l’esperienza dei due piloti e la buona conoscenza del terreno un incidente potrebbe essere improbabile.
In quell’area desertica e piatta non vi sono ostacoli naturali se si escludono i tralicci della linea elettrica peraltro ben noti agli elicotteristi che pattugliano la power-line per scongiurare sabotaggi e furti.
ERRORE? PROBABILE. MA PERCHÉ NESSUN “MAYDAY”?
Certo, un errore di pilotaggio è teoricamente sempre possibile anche perché gli elicotteri italiani e alleati volano in Iraq con modalità di “volo tattico”, cioè a quota molto bassa e seguendo i contorni del terreno. Un’attività certo faticosa e stressante ma di routine per i piloti.
Anche le possibilità di un guasto tecnico sembrano essere scarse dal momento che l’equipaggio non ha segnalato nessun problema o inconveniente e non ha lanciato il “mayday” per segnalare un’emergenza e chiedere soccorso.
Inoltre, grazie ai suoi due motori, in caso di avaria all’apparato propulsivo l’AB-412 è in grado di effettuare atterraggi d’emergenza. E poi la missione affidata al velivolo era di trasporto a Kuwait City di un militare destinato a rientrare in Italia, non una missione di tipo tattico e questo spiegherebbe la mancanza di un secondo elicottero di scorta o appoggio.
L’ipotesi dell’abbattimento ad opera di un missile terra-aria portatile (un Sa-7 Strela già in dotazione alle forze di Saddam?) o di armi da fuoco automatiche non è al momento da escludere.Benché il settore italiano sia da tempo uno dei più tranquilli negli ultimi giorni si erano registrati nell’Iraq meridionale segnali allarmanti circa la ripresa di attività terroristiche.
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