Come già qualcuno ha avuto modo di evidenziare (cfr. www.aljazira.it) dopo l’attentato che ha ucciso a Beirut Rafik al-Hariri e gli uomini della sua scorta, le tv italiane, private e pubbliche, unitamente, hanno preannunciato il ritorno della guerra civile in Libano, individuando prontamente il colpevole e mandante della strage: la Siria, colpevole di non piegarsi ai voleri di Washington e Tel Aviv, di sostenere la resistenza palestinese e libanese, di avere ottimi rapporti con la Repubblica Islamica dell’Iran. Per la verità un portavoce dell’opposizione libanese anti-siriana dagli USA ha puntato il dito direttamente contro Hizbullah, parlando delle responsabilità dell’Iran al fianco della Siria in questo attentato.
Non ci è capitato però di ascoltare o leggere da nessuna parte che il consigliere politico di Hariri, Mustafa al-Naser, in un’intervista rilasciata all’IRNA ha accusato direttamente e chiaramente Israele: “L’assassino di Hariri è il servizio segreto israeliano, lavoro del Mossad, che punta a generare tensione in Libano”. (irna.ir)
E le tv italiane che oggi hanno presentato i funerali di Hariri come una storica e imponente manifestazione anti-siriana (A. Ferrari, inviato del “Corriere della Sera” a Beirut ha parlato di 60.000-70.000 partecipanti) sono le stesse che hanno taciuto sulla più grande manifestazione della storia libanese, avvenuta il 30 novembre scorso, a sostegno della presenza siriana in Libano e contro la risoluzione 1599 del consiglio di sicurezza (su proposta americano-francese), dove hanno partecipato almeno 500.000 persone….
[islamsciita]





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