Dichiarando con 5 voti favorevoli contro 4 contrari che i pubblici ufficiali non possono esporre o promuovere la religione, la Corte Suprema ha fatto togliere dalla facciata di due tribunali del Kentuky delle affissioni con i Dieci Comandamenti. Secondo la Corte, i Comandamenti sono ‘un testo sacro’ che lanciano un ‘inequivocabile messaggio religioso’ e per questo la loro affissione su un palazzo governativo violerebbe il divieto della Costituzione di favorire l’istituzione di una religione.
L’opinione della Corte sottolinea ancora una volta la separazione tra Stato e Chiesa tuttavia, in un’altra sentenza, la Corte ha reputato legittimo il mantenimento dei dieci Comandamenti che appaiono su 17 monumenti e su 21 targhe nell’area attorno al palazzo del Campidoglio di Austin, la capitale del Texas. In questi casi infatti, dice la Corte, i Dieci Comandamenti possono essere mostrati perché non attirano l’attenzione come davanti ad un tribunale o a un palazzo governativo. Il giudice Antonin Scalia, appoggiato dai giudici John Paul Stevens, Ruth Bader Ginsburg e Breyer, ha accusato i suoi colleghi di ignorare il ruolo della religione nella fondazione della nazione e, ricordando che il 98% della popolazione americana, tra cristiani, ebrei e musulmani, crede nell’unico Dio, ha sostenuto che non può essere dichiarato anticostituzionale la manifestazione esplicita dei Dieci Comandamenti.
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