Israele costruisce il muro che taglia i palestinesi fuori dalle loro proprietà e poi sequestra le proprietà perché i proprietari sono “assenteisti”: si capisce bene adesso lo scopo del muro dell’apartheid. In un paese senza costituzione, si sfrutta una legge precedente alla nascita di Israele, se ben ricordo di origine inglese, che punisce i proprietari che lasciano incolte le proprie terre perché hanno altro da fare (ma su questo altri potranno chiarire meglio la cosa). Chiaramente qui lo scopo è quello di rubare direttamente terra e casa a chi non ha altro, e che ha l’unica colpa di appartenere all’etnia sbagliata. Ma si tratta pur sempre di un modo di procedere “legale”, che permette quindi a chi commette questo delitto di ammirare se stesso come rappresentante della “unica democrazia del Medio Oriente” eccetera. Una prosecuzione quindi della logica che sottostava ai “trattati” che gli Stati Uniti facevano firmare al primo nativo americano analfabeta che trovavano per cedere loro “legalmente” le terre.
Poi se i palestinesi reagiscono, si ha un nuovo pretesto per costruire altri muri e fare ulteriori espropri. Se non reagiscono, vuol dire ugualmente via libera a ulteriori espropri, “tanto non protestano”.
Secondo Ha’aretz, il provvedimento potrebbe rendere nullatenente la metà dei nativi palestinesi di Gerusalemme: ricordiamo che “Gerusalemme Est” non significa solo la città di Gerusalemme, ma un immensa fetta del West Bank che Israele a suo tempo dichiarò unilateralmente parte del comune di Gerusalemme.
Silenzio come sempre da parte dei media e dei politici italiani.
Miguel Martinez
[kelebek]





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