16/10/2007

Protected: Internettuale.net. L’uomo di oggi. E, forse, di domani…

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9/2/2007

Perchè il pallone va a morire

Posted in: — @ 8:09 pm
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di Massimo Fini

Nel 1982 quando in Italia, dopo la vittoria ai campionati del mondo in Spagna, fu introdotto il terzo straniero, previdi in un articolo sul Corriere dello Sport che il calcio sarebbe andato fatalmente a morire . Ma non avrei mai pensato che avrei assistito alla sua fine. Pensavo a tempi molto più lunghi dato il grande fascino che questo gioco ha sempre esercitato.
Il calcio va a morire non perché l’altro giorno nell’antistadio di Catania, in un tafferugli fra tifosi di parte avversa, è stato ucciso un poliziotto, ma perché si è completamente snaturato e fra le conseguenze di questo snaturamento, in concausa con altri profondi mutamenti della società, c’è anche la violenza negli stadi. Questa grande festa nazional popolare, interclassista, che ne sostituiva altre, cadute in disuso, è stata trasformata in un gigantesco business che ne ha travolto i motivi rituali, mitici, simbolici, identitari che per quasi un secolo aveva no fatto la sua fortuna.

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3/12/2006

Inganno Globale, libro e film

Posted in: — @ 6:48 pm
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A partire dai primi di dicembre il film “Inganno Globale” sarà disponible anche in libreria, unitamente al libro dallo stesso titolo. La stessa “accoppiata”, edita da Macroedizioni, sarà reperibile anche in rete presso Macrolibrarsi.it

Il film, ovviamente, non è cambiato, anche se il DVD ha un nuovo authoring (a cura di Federico “Musicband” Povoleri, con grafica di Michele “Manthrax” Cestari), e presenta nei contenuti speciali anche il trailer di “La verità di Cristallo”, “Il caso Popular Mechanics/Diario”, e alcuni estratti della puntata che Matrix ha dedicato all’argomento.

Il libro invece è nuovo, ed è stato scritto nelle ultime settimane. Pensato come complemento al film, è dedicato soprattutto a chi si avvicina per la prima volta alla materia 9/11. E’ una specie di “guida ragionata” dell’intero dibattito, di 130 pagine, scritta in tono discorsivo, …

… che fa appello più al comune buon senso che non agli aspetti prettamente tecnici della questione.

In altre parole, non si tratta di stabilire “a quanti gradi esatti” il kerosene (non) riesca ad ammorbidire l’acciaio, ma perchè mai non sia finito in galera un solo progettista o costruttore, visto che “le Torri erano state progettate per reggere con ampio margine all’impatto di un grosso aereo commerciale”. Non si tratta di stabilire cosa si vede e cosa non si vede nei fotogrammi del video del parcheggio, ma di capire perchè mai sui restanti 84 video esistenti non compaia un solo fotogramma in cui questo aereo si veda del tutto. Non si tratta di decidere con esattezza di quanti centimetri sia il foro nel Pentagono, ma di comprendere che cosa significhi guidare un aereo dal West Virginia a Washington in un qualunque mattino di un qualunque giorno dell’anno.

Come già il film, anche il libro “Inganno Globale” si limita ad analizzare gli aspetti “fattuali ” degli eventi di quel giorno, mentre lascia a “La Verità di Cristallo” il compito di presentare tutti i retroscena di tipo storico-politico che avrebbero dato origine a quegli attentati in maniera ben diversa da come ci è stato raccontato fino ad oggi.

Massimo Mazzucco

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Seguono alcuni estratti dai diversi capitoli del libro.

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2/12/2006

Il ministro dell’Informazione palestinese non è gradito in Italia

Posted in: — @ 5:48 pm
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Al ministro dell’Informazione palestinese, on. Yousef Rizqa, è stato impedito di partecipare al Convegno “La Palestina dei media, i media della Palestina. Da un’informazione reticente a un’informazione veritiera”, che si svolgerà questo pomeriggio presso il Senato della Repubblica, Palazzo Bologna, via di Santa Chiara, 4A, a Roma, dalle 14,00 alle 19,45.

Il ministro Yousef Rizqa non verrà perché il nostro ministro degli Esteri, nella persona di Massimo D’Alema, non gli ha concesso il visto.

Questa è la notizia che mai ci saremmo aspettati di dare, ma che ora, obtorto collo, chiediamo a tutti i colleghi di diffondere con la massima evidenza possibile.

Ci teniamo a sottolineare che i membri dei governi di paesi o entità statali riconosciute dallo Stato italiano - e l’Autorità Nazionale palestinese è fra questi - solitamente non hanno bisogno di visti, tuttavia, a causa dell’allineamento italiano al boicottaggio internazionale nei confronti del governo palestinese democraticamente eletto dal popolo palestinese, al ministro Rizqa è stato negato l’ingresso come a una qualsiasi “Persona non grata”.

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26/11/2006

Polonio e il morto che parla

Posted in: — @ 11:13 am
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di Maurizio Blondet - Fonte: www.effedieffe.com

E’ dunque col Polonio 210 che è stato ucciso a Londra l’ex agente del KGB Alexander Litvinenko.
Quasi un miracolo, perchè questo isotopo ha caratteri poco maneggevoli.
E’ molto instabile.
Emette parecchio calore spontaneamente, tanto che è stato usato come riscaldatore nelle navicelle spaziali russe, perché non gelassero durante la «notte» lunare.
E’ una fonte potente di radiazioni alfa, ma è innocuo a meno che non sia inghiottito o inalato.
Si trova infatti del Polonio 210 nel fumo di sigarette, ed è ritenuto uno dei principali cancerogeni del fumo; ma non è il tabacco in sé a contenerlo, bensì i fertilizzanti usati per la concimazione, ricavati dalla apatite, una roccia di fosfato.
Dunque è probabile che si trovi Polonio anche nell’insalata, ma su questo pericolo non veniamo adeguatamente allarmati.
Era usato nelle prime bombe atomiche al plutonio perché, mescolato al berillo, diventava un potente emettitore di neutroni mortali.
Ma non sembra sia stato usato in questo modo contro Litvinenko.
Dunque, ricapitoliamo: il Polonio emette forte calore; aggiungiamo che a 55 gradi centigradi, metà della sua massa evapora nell’aria.
Inoltra le sua emivita - ossia il periodo in cui metà della sua massa radioattiva degrada in una sostanza inerte e innocua - è di soli 138 giorni.
Deve dunque essere trasportato in fretta dal reattore dove è creato alla sua vittima, perché altrimenti «va a male» per gli scopi omicidi previsti.
E’ lo yoghurt delle armi letali: il prodotto va usato fresco.

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13/11/2006

I morti di Gaza

Posted in: — @ 10:13 pm
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di Giorgio Mattiuzzo

Il palco della commedia umana che comunemente viene chiamato informazione non può che rappresentare un dramma alla volta; così, se lo Stato A invade lo Stato B e lo Stato C, benché i conflitti siano due, il telegiornale non può che limitarsi a parlare di uno solo. Anche perché altrimenti lo Stato A fa la figura del cattivo, e questo non è bello.

Se per esempio Israele invade il Libano, va bene parlarne, però non si può parlare anche di quello che succede nella Striscia di Gaza: la gente si annoia. E poi Israele si è ritirata da Gaza, quindi a rigor di logica non ci sono problemi…

…ma poi, un giorno di novembre si legge questo titolone su uno dei più autorevoli giornali italiani: Tank all’attacco, è strage nella Striscia. Hamas e Fatah annunciano attentati in Israele.

In pratica l’esercito israeliano (che alcune fonti confidenziali dicono abbia invaso e occupi la Striscia di Gaza da prima dell’estate, anche se la notizia non è confermata) ha preso a cannonate una città nel nord della Striscia, uccidendo 19 persone, tutti civili, e ferendone almeno 50. Pare che si sia trattato di un errore: infatti la versione ufficiale della Forza di Difesa Israeliana è che loro avevano mirato “500 metri più in là di dove avevano colpito”. Quello che davvero il portavoce dell’esercito non riesce a spiegarsi è la causa: certamente qualcosa ai sistemi di puntamento, o di allineamento, o tutte due; o forse è colpa del radar. Chi lo sa?

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15/10/2006

L’ORFANOTROFIO DI VILEJKA

Posted in: — @ 9:37 am
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Resoconto scritto e fotografico di Simone Stefanelli
Progetto Humus presenta il resoconto scritto e fotografico di Simone
Stefanelli (www.simonestefanelli.com) fotoreporter rientrato recentemente
dalla Bielorussia, dove ha visitato l’internato di Vilejka. Un contributo
sereno e senza speculazioni.
L’articolo è pubblicato anche su http://www.diario.it/.
Le fotografie sono proprietà di Emblema, Società Fotografica Editoriale
Italiana (http://www.emblema.net/)

SIMONE STEFANELLI - VILEIKA (BIELORUSSIA)
Nessuno conosce la verità. Nessuno di quelli che fanno un gran parlare
conosce Maria e la sua storia, in pochi conoscono la realtà della
Bielorussia, ma tutti sono unanimi nel condannare i responsabili
dell’Internat - così si chiamano in russo - gli istituti che accolgono
orfani e bambini abbandonati, dove la piccola ha sempre vissuto.
Giornalisti, politici, uomini di chiesa e di legge sono pronti a difendere
il comportamento della famiglia di Cogoleto alla quale la bambina è stata
affidata nel suo periodo di soggiorno in Italia, ma nessuno prima di parlare
si è degnato di venire a vedere l’orfanotrofio, novanta chilometri a nord di
Minsk,.
Qui Maria la ricordano come una bambina allegra e spensierata, con una gran
voglia di giocare e sorridere, i suoi disegni raccontano di case, di
uccellini, animali sorridenti, alberi e compagni di gioco. Non ci sono
bambini legati mani e piedi a una sedia. Nessuna traccia di quel tormento,
stenti e privazioni rimbalzati sulle colonne dei giornali in queste ultime
settimane.

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12/10/2006

Stupefacenti!

Posted in: — @ 7:22 pm
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di Gabriele Adinolfi

Jene, deputati, cocaina, opinione pubblica.

Mio figlio mi ha fatto notare come l’umanità si sia accorta all’improvviso che le partirte sono truccate, che gli arbitri sono venduti, che le letterine sposano i calciatori e che per far strada in televisione le donne fanno le mignotte. Tutte queste verità banali e scontatissime una volta annunciate sui media ci hanno stupiti tutti. Incredibile ma vero: ci si stupisce di quello che si sa da sempre. Stiamo davvero alla frutta!

Nella linea di tutto ciò, o forse sarebbe meglio dire nella striscia, eccoci oggi tutti stupiti perché le Jene hanno fatto ammettere a molti deputati che fanno uso di cocaina e di altre bazzecole. Che è una novità, una sorpresa, che i signori e le signore in questione sniffano e ricercano sensazioni proibite da borghesi annoiati?

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7/10/2006

L’Europa legalizza il terrorismo sulla privacy dei cittadini

Posted in: — @ 8:59 am
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La Commissione Europea ha autorizzato le autorità di investigazione statunitensi dell’anti terrorismo ad avere accesso ai dati personali e alle informazioni dei passeggeri europei che viaggiano su voli diretti negli Stati Uniti. Questa questione era da tempo oggetto di controversie e di discussione tra le istituzioni europee e quelle americane, è stata spesso sollevata all’interno del Parlamento Europeo, che si è pronunciato categoricamente contrario e questo tipo di norme. Così, dopo solo una sola notte di negoziati tra Bruxelles e Washington, la Commissione chiude con un inverosimile compromesso una questione così delicata, disattendendo non solo la volontà dei parlamentari europei, ma anche, in un certo senso quella degli Stati membri. Questo tipo di decisione presuppone in ogni caso una concertazione, una discussione e sicuramente, l’unanimità tra gli Stati membri, tutori in prima persona della privacy dei suoi cittadini.

Le autorità americane imponevano già da tempo la trasmissione di 60 informazioni, e le compagnie aeree le fornivano tranquillamente, infrangendo la legge europea sulla privacy per continuare le loro rotte transatlantiche. L’assurdità del sistema era stata già segnalata dall’associazione internazionale delle compagnie aeree (IATA), che denunciava il fatto che le compagnie aeree erano passibili di multa in America e in Europa a seconda che li negavano o li concedevano: in ogni caso erano multate. Per tale motivo gli Stati Uniti e l’UE erano giunti ad un primo accordo per legalizzare questi trasferimenti, ma il Parlamento ha depositato un ricorso in annullamento alla Corte di giustizia europea, opponendo il fatto che l’accordo era palesemente contrario alla legislazione europea in difesa della privacy dei cittadini europei ( direttiva 46/95/CE ).

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30/9/2006

Deaglio sbugiardato senza saperlo

di Maurizio Blondet

Fonte: www.effedieffe.com

«Anche il Diario è al soldo della CIA?», chiede provocatoriamente la copertina della rivista pubblicata (non a sue spese) da Enrico Deaglio.
A questa domanda va risposto sì, con qualche precisazione.
Il fatto è che Deaglio ha dedicato un intero numero del Diario per riconfermare la tesi ufficiale sull’11 settembre (Osama, i 19 arabi, le Torri cadute a causa degli aerei) e smentire finalmente una volta per tutte i complottisti.
Ma come capita a Deaglio, che ama il giornalismo ma non ne è riamato (non almeno quanto lo amino gli Agnelli), la sua scoperta è vecchia: ricicla un numero speciale del marzo 2005 di Popular Mechanic’s, intitolato «Debunking 9.11 lies» («Smentiamo le menzogne dell’11 settembre») che è già stato abbondantemente «debunked», ossia a sua volta sbugiardato.
E non c’è voluto molto.
Ad organizzare gli articoli della pretesa inchiesta che vantava di aver intervistato «oltre 300 esperti» (tutti funzionari governativi USA giustamente timorosi di perdere il posto) è stato un tale Benjamin Chertoff, definito da Popular Mechanics «our senior researcher», il nostro più sperimentato ricercatore.
Non c’è male come definizione, per un giovanotto di 25 anni.
Ma dove ha acquisito il giovane Ben Chertoff la competenza scientifica superiore atta a sancire che «le teorie cospirative non reggono di fronte agli irrefutabili fatti?».
Non si sa.

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19/9/2006

Saddam? Processiamolo a Roma

Posted in: — @ 12:27 pm
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di Claudio Moffa

I legali dell’ex rais attaccano: a Baghdad rischiamo la vita, i testimoni hanno paura e il tribunale speciale è illegittimo e prevenuto perché imposto e controllato dagli americani. Per fare davvero giustizia bisogna spostare le udienze in un paese neutrale. Per esempio in Italia.

Il 13 dicembre 2003 gli americani diffusero le foto della cattura di Saddam Hussein: la barba lunga, i capelli arruffati, il volto stralunato, probabilmente sotto l’effetto di psicofarmaci o droga. Sembrava la fine del dramma iracheno e invece non fu così. È stato anzi l’inizio di una guerra interna sempre più cruenta, che oggi colpisce soprattutto i civili iracheni.
Quasi due anni fa si è aperto il processo, auspicato come “equo” dall’opinione pubblica internazionale, ma che sta suscitando critiche in tutto il mondo: tre avvocati della difesa assassinati, accuse di abusi procedurali, un teste decisivo come l’ex vicepresidente Tarek Aziz che polemicamente si presenta in aula in pigiama perché, sostengono i familiari, gli americani gli avevano preso tutti i vestiti per impedirgli di andare a testimoniare a favore del suo presidente.

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12/9/2006

Il significato delle parole

Posted in: — @ 1:07 pm
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di Massimo Mazzucco

Che rabbia, vedere quattro persone colte, intelligenti, e persino educate, che discutono come se non avessero nemmeno visto un filmato che gli è appena passato sotto il naso, pochi minuti prima. Ciascuno così preoccupato di fare il “proprio” discorso, che non si accorge nemmeno che quello che dice la parte avversa è appena stato confutato dal filmato andato in onda: quando si continua a sostenere che la struttura della Torre abbia ceduto per il calore, nonostante il fatto che 18 persone siano transitate al suo centro, dopo l’impatto, non ci si spiega come abbiano fatto. Ma nessuno se lo domanda.

Signori Blondet, Chiesa, Gavronsky, Vinci, indipendentemente dalla parte da cui state, ve lo ripeto perchè a me sembra importante (non lo dico io, ovviamente, sta sul New York Times): almeno diciotto persone sono transitate vive, dopo l’impatto nella Torre Sud, in una zona in cui ci dovevano essere almeno 800 gradi centigradi, e ne sono poi uscite sane e salve.

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11/9/2006

11/9 - M. Blondet da Mentana

Posted in: — @ 12:32 pm
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Incredibile, ma giusto, Blondet a Matrix

Lunedi 11 settembre, alle ore 23,15 (seconda serata) Maurizio Blondet parteciperà, su Canale 5, ad una puntata speciale di Matrix dedicata all’attentato alle Twin Tower di 5 anni fa.

Incredibile (finche non sarà avvenuto stentiamo a crederlo) perché il network di Berlusconi è colonizzato da neocon, giusto perché Blondet è l’unico giornalista/scrittore italiano che si occupato a fondo - e fuori da un pensiero unico orwelliano - dell’argomento, scrivendo una quadrilogia («11 settembre colpo di Stato in USA», «Chi comanda in America», «Osama bin Mossad», «Israele, USA, il terrorismo islamico») e centinaia di articoli su questo sito e su altri quotidiani e riviste.

Fonte: Effedieffe edizioni

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9/9/2006

Natascha Kampusch e lo Star System

Posted in: — @ 6:32 pm
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Come forse il lettore ricorderà,…

di Massimo Fini

Come forse il lettore ricorderà, avevo scritto una sorta di elogio di Natascha Kampusch, sequestrata a dieci anni, tenuta prigioniera per otto dal suo rapitore, Wolfgang Priklopil, finché aveva trovato il coraggio e la forza di fuggire dalla sua cella e di liberarsi dal suo aguzzino.
Mi aveva colpito la lettera ferma e risentita che, appena liberata, aveva scritto polemicamente e anche un poco ironicamente ai “Cari giornalisti e cara opinione pubblica mondiale”, accusando la prima di aver scritto “falsità e calunnie” su una vicenda di cui nulla conoscevano né potevano conoscere e di voyeurismo morboso la seconda.
Aveva difeso la singolarità della sua storia. Si era negata alle richieste di intervista che a diecimila euro a colpo, le erano piovute da tutte le parti. Aveva scritto, in quella lettera: “L’intimità non appartiene che a me, può darsi che ne parli a una terapeuta se ne sento il bisogno che non ne parli mai”.
Aveva rifiutato offerte di 250 mila euro per i diritti cinematografici della sua storia dolorosa e di 50 mila per quelli letterari. Mi era sembrato un comportamento di grande compostezza e dignità.

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24/8/2006

Terrorismo mediatico

Posted in: — @ 11:35 am
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di Yamin Zakaria

Se ci limitiamo alle affermazioni dei media occidentali, il conflitto tra Hezbollah e Israele si presenta più o meno in questi termini:

Hezbollah, un’organizzazione terroristica armata da Iran e Siria, ha lanciato un attacco proditorio contro un posto di frontiera dell’esercito israeliano che si è concluso con il rapimento di due soldati e la morte di alcuni altri. Israele non aveva nessuna alternativa per ottenere il rilascio dei due soldati se non rispondere bombardando città, strade e ponti alla ricerca dei terroristi. E poiché questi si nascondevano tra i civili, ha inevitabilmente inflitto qualche danno collaterale.

Adesso, cerchiamo invece di arrivare alla verità attenendoci ai fatti. Ecco un breve riassunto del conflitto:

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22/8/2006

Magdi Allam e i predicatori dell’odio

Posted in: — @ 7:06 pm
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di Marcello Pamio

«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario»
George Orwell

Finalmente i quotidiani nazionali si occupano di noi! Dopo anni di silenzio mediatico e innumerevoli “furti” di articoli senza alcuna citazione, qualcuno ci ha notato! Non è proprio un qualcuno qualsiasi, visto che si tratta del Corsera, il quotidiano più letto in Italia.

A pagina 11 (numero molto interessante) dell’edizione domenicale di ieri 20 agosto 2006, il grande giornalista indipendente Magdi Allam, l’arabo moderato per antonomasia, cita il nostro sito! Il vice direttore de “Il Corriere della Sera” ci manda i suoi saluti in un articolo dal titolo emblematico: “Sono i predicatori dell’odio. Ma lo Stato li ha legittimati”.

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21/8/2006

La guerra, i giornali e la tv. Così i mass media possono distruggere l’opinione pubblica

Posted in: — @ 2:46 pm
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di Mario Pancera

Ringraziamo Mario Pancera per questo intervento con il quale egli comincia la sua collaborazione con il nostro sito. Mario Pancera è giornalista, ha scritto libri su Mazzolari, Milani, i “nuovi preti”

I mass media oggi formano l’opinione pubblica, le notizie false la deformano e, a lungo andare, la distruggono. Quando non si sa più dove sia la verità, a causa di notizie continuamente contrastanti o deformate, i cittadini lentamente se ne disinteressano. In questo modo, l’opinione pubblica, come forza di pressione ovvero come componente politica vitale della società, si sgretola, non esiste più. I sondaggi nella ormai cosiddetta opinione pubblica, a questo punto, servono soltanto per sapere se e fin dove gli strumenti, i media, hanno avuto successo.

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18/8/2006

Il “Web” Arabo insorge

Posted in: — @ 1:01 pm
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di Paola Caridi

Il web arabo gronda sangue. E macerie. E disperazione. Il mondo virtuale arabo – che conta ormai molto per il pubblico della regione e non solo - chiede giustizia per i propri morti, promette vendetta verso gli israeliani e solidarietà per i libanesi, pretende che abbia termine il doppio standard e che le vittime abbiano uguale peso per la comunità internazionale. Il web arabo ha un agnello sacrificale, ed è il Libano, e un solo eroe, e si chiama sheykh Sayyed Hassan Nasrallah.

Mai come per la guerra del Libano 2006 (quella che gli arabi definiscono ormai la “sesta guerra”), l’arena virtuale è divenuta un’agorà in cui informazione, controinformazione, invettive, litigate, dibattiti politici hanno creato una rete fitta, fatta non solo di parole. Ma soprattutto di foto. Sono le foto di Beirut, Sidone, Tiro, Qana, Shyia, Ghazyeh, Ansar a rappresentare visivamente il tam tam che riempie il mondo virtuale arabo, in un rincorrersi di dolore e di distruzione.

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16/8/2006

Giornalisti con l’elmetto (l’isteria della “Quarta guerra mondiale”)

Posted in: — @ 8:50 am
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di Stenio Solinas

Una guerra combattuta tra poveracci

Tayseer Alony Kate è condannato per complicità con Al Qaeda, non perché un terrorista, ma perché è arabo all’anagrafe

Mentre in Italia ci si scalda sul “caso Betulla”, ovvero giornalismo e Servizi segreti, il Financial Times riporta alla luce il caso Tayseer Alony Kate, il giornalista di origine siriana (ma da vent’anni cittadino spagnolo) condannato lo scorso settembre a sette anni di carcere per complicità con Al Qaeda e da allora rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Alcalà-Meco. Cinquant’anni, una laurea in economia e una in relazioni internazionali, Alony, già traduttore per la Efe, l’agenzia di stampa spagnola, collaboratore di alcuni quotidiani arabi e della rete televisiva Al Jazeera, nel Duemila si vide offrire da quest’ultima il posto di corrispondente da Kabul, sede inaugurata di fatto con il suo arrivo

In questo ruolo Alony si distinse per almeno due cose: fu l’unico giornalista straniero a restare in Afghanistan durante i bombardamenti americani, fu il primo giornalista straniero ad intervistare Osama bin Laden un mese dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Ad altri avrebbero dato il Premio Pulitzer, a lui è toccata la galera.

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13/8/2006

‘Corriere della Sera’: Come ti erudisco il lettore

Posted in: — @ 8:47 am
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di Carlo Gambescia

Domenica 30 luglio 2006. Corriere della Sera: una tranquilla domenica di disinformazione.

Apertura sull’indulto, con qualche dubbio… Si sa, i borghesi hanno paura dei furti … Si ironizza invece sull’opposizione di Di Pietro. Ma accanto alla vignetta di Giannnelli che lo assimila a “Hez Bollah”(guarda caso…), si annuncia a pagina tre un servizio sui reclusi di Giarre, che invece preferiscono “restare in carcere”. Che bravi! Poi magari mandiamo loro gli avanzi del pranzo domenicale (come faceva la brava borghesia del tardo Ottocento con i poveri…).

L’ editoriale, è ovviamente scritto dal San Sebastiano dei professori liberisti: Francesco Giavazzi. Che questa volta se la prende con i coltivatori diretti. Ottima scelta, perché i coltivatori che percepiscono i sussidi comunitari sicuramente non leggono il Corriere della Sera. E poi abitano fuori Milano. Mentre i tassisti di cui il professore sarebbe diventato “bersaglio” no. Intanto, l’altro ieri, Pierluigi Battista, in qualità di “Commissario Politico del Partito Unico Liberale - sezione di Via Solferino”, ha scomunicato proprio i tassisti milanesi, colpevoli di aver criticato le idee iperliberiste di Giavazzi. Per Battista sono tutti futuri brigatisti rossi… Dopo di che verrà il turno dei coltivatori diretti, di note simpatie leniniste…

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