Altermedia Italia
Altermedia Italia: In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario. (George Orwell)


Stupefacenti!

October 12th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Gabriele Adinolfi

Jene, deputati, cocaina, opinione pubblica.

Mio figlio mi ha fatto notare come l’umanità si sia accorta all’improvviso che le partirte sono truccate, che gli arbitri sono venduti, che le letterine sposano i calciatori e che per far strada in televisione le donne fanno le mignotte. Tutte queste verità banali e scontatissime una volta annunciate sui media ci hanno stupiti tutti. Incredibile ma vero: ci si stupisce di quello che si sa da sempre. Stiamo davvero alla frutta!

Nella linea di tutto ciò, o forse sarebbe meglio dire nella striscia, eccoci oggi tutti stupiti perché le Jene hanno fatto ammettere a molti deputati che fanno uso di cocaina e di altre bazzecole. Che è una novità, una sorpresa, che i signori e le signore in questione sniffano e ricercano sensazioni proibite da borghesi annoiati?

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I “diritti” dell’uomo…

October 11th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Stefano Vaj

Qual è la “formula di legittimazione” fondamentale del sistema internazionale oggi al potere? Non non sono le elezioni, non è l’Occidente, non è la “civiltà”, non è neppure il Mercato, tanto meno è la Cristianità.

Sono i Diritti dell’Uomo. Tutte le altre cose di cui sopra sono in fondo valori relativi o conseguenti, e possono essere tirati fuori o meno a seconda dei casi, ma il fatto di sacrificare sull’altare dei Diritti dell’Uomo è il criterio fondamentale su cui viene soppesata la political correctness di un intellettuale come di uno Stato, di una rivista come di un partito – e la loro stessa libertà di esistere.

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Gli amici del popolo

October 11th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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Roma. Sgombrata Casa Italia Boccea, sotto minaccia Casa Italia Torrino. Un’offensiva in pieno stile

Nella mattinata di mercoledì 11 ottobre la forza pubblica ha attaccato Casa Italia Boccea dove numerose famiglie italiane avevano trovato da oltre due anni riparo da quella strada in cui le speculazioni edilizie le avevano gettate. Le famiglie tornano oggi nella strada! Questo si è verificato a soli sei giorni dal tentato sgombero di Casa Italia al Torrino, impedita solo dal miracoloso e tempestivo intervento di centinaia di ragazzi delle Osa.

È chiarissimo che la politica del governo Proni e delle amministrazioni ad esso collegate verte solo a favorire gli espropri finanziari, ovvero le privatizzazioni pilotate a prezzi di svendita. La folta cricca di pescicani oggi viaggia impunita e si accanisce Come è chiaro, con la finanziaria si smembra e disossa il paese impoverendo i quasi poveri e lasciando i poveri in miseria.

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Sveglia ragazzi!

October 10th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Gabriele Adinolfi

Che significa l’arresto di Luigi Ciavardini e cosa certi registi s”aspettano da noi

Il fatto del giorno, oramai noto più o meno a tutti, è l’arresto di Luigi Ciavardini, tratto nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di aver partecipato ad una rapina nel 2005. Questo fulmine a ciel sereno è arrivato quando la Cassazione bis per il processo della strage di Bologna si è fatta imminente.

Impossibile non pensare che quell’arresto non sia in qualche modo da legare ad una pressione nei confronti della Corte. Ragion di più se le cose stanno esattamente come le hanno presentate ieri le autorità inquirenti al collegio difensivo di Luigi. L’elemento probante contro il prigioniero sarebbe il “ritrovamento di un’impronta digitale compatibile”. Senza entrare nel novero – sempre soggettvissimo – sia degli innocentisti che dei colpevolisti, ma sforzandoci di restare il più freddi possibile, non possiamo non rilevare come una simile sbavatura sia stridente per una persona che tutto è fuorché un novellino. Chiunque abbia assistito ad un film che concerne servizi segreti ed affini sa perfettamente che per riprodurre un’impronta digitale e farla ritrovare dove si preferisca è sufficiente applicare dello scotch ad un bicchiere utilizzato dall’incastrando e, quindi, passare lo stesso scotch sull’oggetto sul quale è opportuno rilevare l’impronta probante. Non è fantascienza. Una sorta di deontologia, nata più per evitare le guerre intestine tra polizie parallele che non i diritti dell’imputato, impedisce che questa pratica sia molto diffusa. Tranne negli affari di stato, affari per i quali si ricorre anche ad altri tranelli infami, come il far ritrovare armi o droga, appositamente introdotte, in casa dell’imputato.

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Medico Usa confessa l’orrore di Hamdania

October 9th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Fausto Della Porta

Civile ucciso dai marines e travestito da terrorista. Rice dai kurdi per convicerli a spartire i soldi del petrolio

Lo hanno preso a casa, lo hanno ucciso e, per giustificare l’assassinio, gli hanno messo accanto un fucile Ak47 e un badile. Volevano far credere che fosse un pericoloso terrorista, pronto a mettere una bomba sulla strada per colpire una pattuglia di truppe americane di passaggio. L’ultimo scandalo che sommerge il comportamento dell’esercito Usa è emerso ieri grazie alla testimonianza del medico Melson Bacos, che ha ammesso di aver partecipato all’operazione che è costata la vita al 52enne iracheno Ibrahim Awad, ma ha detto di non aver partecipato direttamente all’omicidio.
I fatti – avvenuti alla fine dell’aprile scorso nel villaggio di Hamdania, vicino Baghdad – gettano un’ombra inquietante sull’operato delle truppe americane. Tanto più che il piccolo agglomerato si trova a poca distanza dal fami gerato carcere di Abu Ghraib, dove decine di detenuti iracheni sono stati sottoposti alle più umilianti torture da parte dei loro aguzzini a stelle e strisce. La testimonianza di Bacos è la prima ammissione da parte dei partecipanti su quanto avvenuto ad Hamdania, un episodio su cui da mesi va avanti un’indagine di una Corte militare americana che, a tutt’oggi, coinvolge sette marines.
È in questo contesto che il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha portato avanti la sua veloce visita irachena, non preannunciata per ragioni di sicurezza. Ieri «Condi» è giunta a Erbil, principale città del Kurdistan iracheno, per dei colloqui con il presidente della regione autonoma kurda Massoud Barzani. Rice era arrivata l’altroieri a Baghdad, dove aveva incontrato il premier Nuri Al Maliki . Nella serata di ieri, il capo della diplomazia statunitense ha poi lasciato l’Iraq per volare a Londra, dove ha preso parte alla riunione dei ministri degli esteri del gruppo del ’5+1′ (Stati u niti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) sul dossier nucleare iraniano.

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L’Europa legalizza il terrorismo sulla privacy dei cittadini

October 7th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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La Commissione Europea ha autorizzato le autorità di investigazione statunitensi dell’anti terrorismo ad avere accesso ai dati personali e alle informazioni dei passeggeri europei che viaggiano su voli diretti negli Stati Uniti. Questa questione era da tempo oggetto di controversie e di discussione tra le istituzioni europee e quelle americane, è stata spesso sollevata all’interno del Parlamento Europeo, che si è pronunciato categoricamente contrario e questo tipo di norme. Così, dopo solo una sola notte di negoziati tra Bruxelles e Washington, la Commissione chiude con un inverosimile compromesso una questione così delicata, disattendendo non solo la volontà dei parlamentari europei, ma anche, in un certo senso quella degli Stati membri. Questo tipo di decisione presuppone in ogni caso una concertazione, una discussione e sicuramente, l’unanimità tra gli Stati membri, tutori in prima persona della privacy dei suoi cittadini.

Le autorità americane imponevano già da tempo la trasmissione di 60 informazioni, e le compagnie aeree le fornivano tranquillamente, infrangendo la legge europea sulla privacy per continuare le loro rotte transatlantiche. L’assurdità del sistema era stata già segnalata dall’associazione internazionale delle compagnie aeree (IATA), che denunciava il fatto che le compagnie aeree erano passibili di multa in America e in Europa a seconda che li negavano o li concedevano: in ogni caso erano multate. Per tale motivo gli Stati Uniti e l’UE erano giunti ad un primo accordo per legalizzare questi trasferimenti, ma il Parlamento ha depositato un ricorso in annullamento alla Corte di giustizia europea, opponendo il fatto che l’accordo era palesemente contrario alla legislazione europea in difesa della privacy dei cittadini europei ( direttiva 46/95/CE ).

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Dichiarazione di Oleg Morozov (Duma) in merito al referendum in Transnistria

October 7th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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La Duma (camera bassa del Parlamento russo) prevede di approvare venerdì 6 ottobre una dichiarazione sui risultati del referendum in Transnistria, tenutosi lo scorso 18 settembre.

Il primo vicepresidente della duma Oleg Morozov ha dichiarato: “sottolineando il carattere legittimo del processo e la sua conformità alle norme internazionali, richiamiamo l’attenzione della Comunità internazionale sulla necessità di prendere in considerazione i risultati del voto dei cittadini della repubblica moldava di Transnistria e riconoscere i loro diritti e libertà”.

Secondo i dati della Commissione elettorale centrale di Transnistria, il 78,6% delle persone aventi il diritto di voto ha partecipato al referendum del 17 settembre sull’indipendenza della repubblica.

Alla prima domanda “sostenete la politica d’indipendenza della Repubblica moldava di Transnistria e la libera adesione consecutiva dello Transnistria alla Federazione della Russia?”, il 97,2% si sono pronunciati “per” e l’1,9% “contro”.
Alla seconda domanda “giudicate possibile abbandonare l’indipendenza della Repubblica moldava di Transnistria e la sua annessione alla Moldavia?”, il 3,3% si sono pronunciati “per” ed il 94,9% “contro”.

Gli osservatori internazionali della Russia, dell’Ucraina, della Moldavia e dei paesi dell’europa occidentale hanno riconosciuto che il referendum in Transnistria era concoforme ai principi democratici

Fonte:RIA Novosti

da http://www.eurasia-rivista.org/

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TENTATO SGOMBERO AL TORRINO (ROMA)

October 5th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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PRIMA:

Comunicato delle OSA
Par condicio e burattini

Oggi Mercoledi 4 ottobre è stato sgombrato a Roma l’ Angelo Mai.

L’ Angelo Mai è un ex scuola occupata da associazioni di sinistra che hanno sottratto l’edificio pubblico alla comunità per creare vitali attività sociali: una scuola di tango, un bar, un ristorante. Dopo lunghe trattative alle associazioni occupanti è stato assegnato un altro stabile pubblico.

Trattative lunghe, perchè gli “occupanti” mai erano soddisfatti della sistemazione che il sindaco Veltroni si prodigava a proporgli come alternativa.

Bene, questa mattina, dopo che si è già stabilita un’altra sede per le associazioni che occupano l’Angelo Mai addiritura l’ex cinema Volturno, si è inscenato lo sgombero. Preponderanti forze di polizia contro quattro persone che presidiavano le attrezzature teatrali(!) all’interno dell’Angelo Mai.

La sceneggiata si è trasformata in commedia quando esponenti di rifondazione sono andati a “svenire” sotto i temibili colpi dei vigili urbani.

A cosa serve inscenare un finto sgombero di una struttura vuota? E’ presto detto: per giustificare con logica di “par condicio” uno sgombero di una occupazione tricolore…

Bene noi siamo indovini e vi diciamo che presto, molto presto per “par condicio” si proverà a sgombrare una occupazione tricolore. Con una piccola differenza: nelle nostre occupazioni vivono famiglie con bambini piccoli ed anziani e disabili. Persone VERE. Famiglie ITALIANE.

Vedrete che a breve avrete notizie interessanti.

COORDINAMENTO DELLE O.S.A.
Occupazione Scopo Abitativo


DOPO:

TENTATO SGOMBERO AL TORRINO (ROMA)
SVENTATO! LE O.S.A. RINGRAZIANO LA FIAMMA TRICOLORE ROMANA ED I CONSIGLIERI DI ALLEANZA NAZIONALE

“Oggi abbiamo raggiunto un importante risultato: quello di aver momentaneamente scongiurato una tragedia – solo questo termine può essere usato quando famiglie di lavoratori italiani finiscono in mezzo ad una strada – che, come preventivato al tramonto del finto sgombro dell’Angelo Mai, avrebbe colpito 16 nuclei familiari colpevoli solo di non possedere i faraonici stipendi indispensabili per avere una casa di proprietà o per permettersi uno stabile in affitto a Roma”. Così Gianluca Iannone, portavoce del coordinamento delle OSA – occupazioni a scopo abitativo – stigmatizza il tentativo di sgombro dell’immobile sito in via Mar della Cina a Roma, condotto con l’ausilio di ingenti forze dell’ordine, ambulanze e ditte di traslochi, necessarie per rendere agibili le case che per oltre un decennio hanno costituito una dei tanti cantieri abbandonati della capitale ed al centro di un vorticoso giro di fallimenti e successive riacquisizioni, fino a giungere poi nelle proprietà di Piperno case.
“Tale risultato è stato possibile grazie alla massiccia partecipazione della Fiamma Tricolore romana, dell’associazione Foro 753 ed all’intervento dei consiglieri comunali, Luca Gramazio e Alessandro Cochi, e municipali, Marco Cacciotti, di Alleanza Nazionale”.
Continua Iannone sottolineando come “ancora una volta la logica degli amici del sindaco trova sue conferme: ieri il finto sgombero, ad opera dei vigili urbani, dell’Angelo Mai, ai cui abitanti sono già state garantite soluzioni abitative e spazi sociali alternativi, oggi il tentativo di sgombero con spiegamenti di forze difficilmente riscontrabili anche nella Bagdad occupata”
“Questa è la quarta volta che questore e prefetto di Roma adducono, a motivazione del provvedimento, l’esecuzione di un sequestro conservativo disposto dall’Autorità Giudiziaria – prosegue Iannone – senza considerare che i tre provvedimenti precedenti sono già stati dichiarati inefficaci e quindi revocati dal Tribunale del Riesame: Non si ravvisa nessun motivo di urgenza né di ordine pubblico tali da giustificare lo sgombero forzato di 16 famiglie, anziani e bambini. Per di
piu’, il provvedimento di sequestro sarebbe reiterato in base a presupposti vecchi di tre anni: oggi, ad esempio non esiste pericolo di furto di energia elettrica poiché gli occupanti hanno ormai tutti regolari utenze ACEA allacciate”.
“Ci auguriamo – conclude Iannone – che questa sia l’occasione nella quale il sindaco della capitale dimostrerà una effettiva, e non mediatica, volontà di pacificazione nazionale”

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Versione integrale del discorso di Hugo Chavez alle Nazioni Unite

October 4th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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da www.disinformazione.it

Si ringrazia per la traduzione Mario Stivaletti

Signora Presidentessa, Eccellenze, Capi di Stato, Capi di governo e Alti Rappresentanti dei governi del mondo.
Un felice buongiorno a tutti.

Per prima cosa voglio invitare, con molto rispetto, chi non ha potuto leggere questo libro, affinché lo legga: Noam Chomsky, uno dei più prestigiosi intellettuali di questa America e del mondo. (mostra il libro al pubblico)
Chomsky, uno dei suoi ultimi lavori: “Egemonia o Sopravvivenza. La strategia imperialista degli Stati Uniti”. Eccellente lavoro che descrive ciò che è successo nel mondo nel XX secolo e quello che sta succedendo ora, ossia la più grande minaccia che pende su questo Pianeta: la pretesa egemonica dell’imperialismo nordamericano mette in pericolo la sopravvivenza stessa della specie umana. Continuiamo ad avvertire di questo pericolo e facciamo un appello proprio al popolo degli Stati Uniti e al mondo per fermare questa minaccia che è come la spada di Damocle.

Pensavo di leggere qualche capitolo però, per rispettare il tempo, ve lo lascio come una raccomandazione. Si legge in fretta. E’ un bel libro Signora Presidentessa, sicuramente Lei lo conosce, è pubblicato in inglese, in tedesco, in russo, in arabo (applausi) sicuramente. Credo che i primi cittadini che dovrebbero leggere questo libro siano i cittadini, fratelli e sorelle, degli Stati Uniti, perché la minaccia la tengono in casa propria, il Diavolo è in casa loro. Il Diavolo, proprio il Diavolo è in casa loro.

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La finanziaria, Prodi e il pericolo di un “Grande Centro”

October 3rd, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Carlo Gambescia

E se il governo Prodi, per l’approvazione della finanziaria, dovesse avere bisogno di voti al Senato? Che accadrebbe? Potrebbe tornare a galla il “Grande Centro” democristiano. Non subito, ma l’approvazione di una finanziaria ritoccata ( o taroccata), potrebbe ricompattarlo…
Ci spieghiamo meglio.
“Le democrazie si governano al centro”. Ecco una bella frase fatta che piace tanto ai vecchi e nuovi dinosauri democristiani dei due schieramenti: tutti vogliosi di un revival scudocrociato. Ma che, quanto a originalità, ricorda la scoperta della “patata lessa” da parte di quel bislacco Mago Merlino, protagonista di uno spot pubblicitario… Ci sembra quasi di sentirli i Marini, i Follini, i Mastella, i Casini, e altri nostalgici dei bei tempi in cui venivano inaugurate bretelle autostradali da ministri col faccione di Alberto Sordi: “Ecco l’idea… Rifacciamo la Democrazia Cristiana”. Bravi non fatevela fregare…

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NAZIONAL BOLSCEVISMO? ECCO IL PADRE…

October 1st, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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NICOLA BOMBACCI
IL FASCIOCOMUNISTA

«…eppure giorno verrà in cui il soviet,
permeandosi di spirito gerarchico
e la corporazione di risoluta anima
rivoluzionaria, si incontreranno
sopra un terreno di redenzione sociale».

Nicola Bombacci


di miro renzaglia

Nicola Bombacci (Civitella di Romagna, 24 ottobre 1879 – Dongo, 28 aprile1945) nasce socialista e muore mani in tasca e sorriso sereno, gridando: “Viva Mussolini… Viva il socialismo…”.

Nel frattempo, fra la nascita e la morte per fucilazione, compie un tragitto che solo occhi fuorviati da mal fedeli interpretazioni possono considerare incoerente.

Da socialista, sposa la causa delle masse proletarie vessate dall’insorgente capitalismo industriale e dalla cancrena dei latifondisti terrieri, fino a diventare segretario del Partito socialista nel 1918…

Da socialista deluso e fuoriuscito, è tra i fondatori, con Gramsci e Bordiga, del Partito comunista d’Italia, nel 1921.

Come comunista non dogmatico si alza dal suo scranno parlamentare, lui onorevole del P.C.d’I., per plaudire l’iniziativa, colà annunciata dal suo vecchio sodale socialista, ora capo del governo di coalizione, Benito Mussolini, circa l’intenzione italiana, di riconoscere (prima a farlo nel mondo) lo stato della Unione delle repubbliche socialiste sovietiche. Guadagnandosi, il Bombacci, gli sguardi storti e ottusi dei suoi compagni di partito…

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Deaglio sbugiardato senza saperlo

September 30th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Maurizio Blondet

Fonte: www.effedieffe.com

«Anche il Diario è al soldo della CIA?», chiede provocatoriamente la copertina della rivista pubblicata (non a sue spese) da Enrico Deaglio.
A questa domanda va risposto sì, con qualche precisazione.
Il fatto è che Deaglio ha dedicato un intero numero del Diario per riconfermare la tesi ufficiale sull’11 settembre (Osama, i 19 arabi, le Torri cadute a causa degli aerei) e smentire finalmente una volta per tutte i complottisti.
Ma come capita a Deaglio, che ama il giornalismo ma non ne è riamato (non almeno quanto lo amino gli Agnelli), la sua scoperta è vecchia: ricicla un numero speciale del marzo 2005 di Popular Mechanic’s, intitolato «Debunking 9.11 lies» («Smentiamo le menzogne dell’11 settembre») che è già stato abbondantemente «debunked», ossia a sua volta sbugiardato.
E non c’è voluto molto.
Ad organizzare gli articoli della pretesa inchiesta che vantava di aver intervistato «oltre 300 esperti» (tutti funzionari governativi USA giustamente timorosi di perdere il posto) è stato un tale Benjamin Chertoff, definito da Popular Mechanics «our senior researcher», il nostro più sperimentato ricercatore.
Non c’è male come definizione, per un giovanotto di 25 anni.
Ma dove ha acquisito il giovane Ben Chertoff la competenza scientifica superiore atta a sancire che «le teorie cospirative non reggono di fronte agli irrefutabili fatti?».
Non si sa.

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Perché l’Occidente merita di morire

September 29th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Maurizio Blondet

Si apprende che l’occupante americano ha finanziato nell’Iraq occupato una campagna anti-fumo (1).
Pubblicità televisiva e pacchetti con le note scritte «Il fumo uccide», «Fumare in gravidanza nuoce al bambino»: nel Paese che gli americani hanno coperto di uranio impoverito, che fa nascere feti mostruosi, e ammalare di cancri plurimi famiglie intere.
E dove la truppaglia americana ammazza a casaccio ai posti di blocco, violenta ragazzine in casa, incarcera e tortura in massa, arbitrariamente; dove migliaia di esseri umani vengono trucidati da indecifrabili attentati e milizie private, da una violenza che l’occupante avrebbe il dovere di sedare, e che non vuole controllare affatto.
La notizia non vuole far ridere; al contrario, segnala il parodistico, il grottesco – ossia il satanico – che reca con sé la civiltà occidentale terminale.
Nessun Oriente è stato mai pari a questo Occidente in ipocrisia omicida.
L’orda di Gengis Khan e Tamerlano massacrò a milioni, ma senza pretendere di preoccuparsi della salute delle sue vittime.

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Ilan Harari, generale israeliano: in Libano abbiamo perso

September 28th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Alessia Lai

Ieri, la dichiarazione di Ilan Harari, alto ufficiale delle forze armate israeliane, ha coronato la giornata di festeggiamenti indetti da Hizbollah pe r celebrare le vittoria della Resistenza libanese.
Secondo quanto riferito da ‘Ha’aretz’, infatti, l’ex comandante di battaglione nell’unità scelta della Brigata Golani, ha detto in una conferenza, pa rlando a degli ufficiali dell’esercito ebraico, di ritenere che Israele abbia perso la guerra in Libano.
Alla dichiarazione ha reagito aspramente il capo di Stato maggiore Dan Halutz, affermando che “i soldati che hanno combattuto, non la pensano così”.

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Il segno di Codreanu

September 27th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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A chi gli domandava, per esempio, se solo essendo fanaticamente cristiani si può vincere, Codreanu rispondeva che non risponde della fede altrui; “noi siamo cristiani ma so che molti fascisti non lo sono o non lo sono nello stesso modo; io rispetto tutti, vinciamo insieme”.


Una serata indimenticabile a Casa Pound. Nell’auspicio che serva veramente.

NoReporter.org

Forse quattrocento persone erano stipate in Casa Pound per ascoltare la voce del sangue di Corneliu Zelea Codreanu. Piene la sala di conferenze, l’anticamera, affollatissimo il pianerottolo del sesto piano, c’era gente accalcata sui gradini della scalinata. Mai visto qualcosa di simile; segno che il Mito del Capitano, a lungo coltivato negli anni settanta, è rimasto indelebile nei cuori e nelle menti.

Uomo austero ma modesto, il figlio del fratello del Capitano ci ha parlato in italiano.

Ci ha spiegato il suo nome di battesimo, Nicador, scelto come mosaico delle iniziali di tre eroi legionari, Nicolae, Camarica e Doru che, vendicata la repressione del 1933 uccidendone il ministro responsabile, furono condannati ai lavori forzati a vita. Erano vivi il 27 settembre 1935 quando nacque appunto Nicador, curiosamente nello stesso giorno di Alessandro Pavolini. Il padre volle onorarne l’esempio (i legionari, compiuto un atto dovuto si consegnavano alle autorità). I tre furono strangolati insieme al Capitano e ad altri camerati il 30 novembre del 1938.

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Transnistria: la Russia è più vicina

September 25th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Stefano Vernole, osservatore internazionale al referendum svoltosi in Transnistria domenica 17 settembre 2006

Il referendum svoltosi domenica 17 settembre 2006 in Transnistria, una regione di circa 550.000 abitanti stretta tra l’Ucraina e la Moldavia e resasi indipendente nel 1992 dopo una guerra con l’ esercito di Chisinau (appoggiato da volontari romeni) costata quasi 1.000 morti, non lascia dubbi sull’esito del suo risultato. Superato il quorum della metà degli elettori più uno grazie alla partecipazione di circa il 70% degli aventi diritto al voto, i sostenitori dell’indipendenza dalla Moldavia e della conseguente integrazione nella Federazione russa hanno ottenuto il 97,1% dei consensi. Dopo aver visitato in lungo e in largo la capitale Tiraspol e la città di Benderi – una delle roccaforti ai tempi del conflitto del 1992 – abbiamo seguito le operazioni elettorali in 4 seggi del distretto di Dubossari, il cui confine è estremamente vicino alla rivale Chisinau.

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«ESPROPRI PROPRIETARI» IN BOTSWANA

September 24th, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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(in nome del libero mercato)

di Francesco33 (trentaquattro anni, laureato in lettere antiche è corrispondente di un giornale locale nel Nord d’Italia)

Qualcuno, io no, sono troppo giovane, si ricorderà degli «espropri proletari» negli anni ’70: gruppi di giovani dell’estrema sinistra entravano nei negozi arraffando la merce e poi uscivano senza pagare affermando di agire in nome del «proletariato sfruttato dai padroni»; ovviamente si trattava in massima parte di «figli di papà» o comunque di persone che non avevano problemi economici,che giocavano a fare una rivoluzione da operetta; ora io ritengo che la proprietà privata non sia affatto «sacra e inviolabile», come pensano i liberali, perché questi aggettivi li riservo ad altre cose, tuttavia penso che quando questa sia legittima vada tutelata, e che gli espropri possano essere effettuati solo per reali e giustificate motivazioni di interesse pubblico; conseguentemente gli espropriatori di cui sopra andavano giustamente presi a calci in culo.

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LIBANO, DELITTO E CASTIGO di ritorno da Beirut, Sidone, Tiro, Khiam, Bint Jbeil…

September 23rd, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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Fulvio Grimaldi non è un giornalista qualunque. Anzi, paradossalmente, forse lo è, nel senso che rimane una delle pochissime persone degne di fregiarsi di quel titolo, ormai tristemente usurpato da una massa anonima di passacarte senza più identità, omologati a un sistema volutamente acritico, disposti a tradire la professione – e a calpestare la Verità – in cambio della miserevole pagnotta. Grimaldi invece ha “saputo” farsi licenziare, un paio di anni fa, dal giornale (“progressista”, ça va sans dire) per cui lavorava, nel momento in cui gli è stato chiesto di non dire ciò che sapeva, e che risultava evidentemente troppo scomodo per tutti.

Diamo quindi a Grimaldi, nei limiti delle nostre possibilità, lo stesso spazio che daremmo a chiunque sappia essere, prima di tutto, coerente con sè stesso. Qui “destra” e “sinistra” contano poco, quello che conta è che una qualunque voce fuori dal coro, per principio, abbia sempre la sacrosanta possibilità di farsi sentire. Se poi ci porta anche delle informazioni – tanto preziose quanto devastanti – che servono a capire meglio il grande paradosso che sta tenendo in ostaggio il mondo, meglio ancora. (www.luogocomune.net)

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L’orgoglio del Libano tra rovine e speranze

September 23rd, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Stefano Chiarini

Oggi a Beirut un milione di persone da tutto il paese per ricordare la vittoria contro Israele e sancire la nascita di un nuovo fronte «patriottico» pro-resistenza e anti-Usa con il segretario Hezbollah Nasrallah e il generale maronita Michel Aoun
Viaggio a Bint Jbeil e nei paesi del Libano

inviato a Bint Jbeil

Il barbiere sta seduto con lo sguardo perso nel vuoto sull’unica poltrona che è riuscito a tirar fuori dalle macerie del suo negozio sulla strada principale di Bint Jbeil, la cittadina libanese sul confine, che le truppe di Tel Aviv in 33 giorni di combattimenti sono riuscite a radere al suolo ma non ad espugnare. Dei palazzi lungo il corso principale, e ancor più delle case antiche, non sono rimasti che cumuli di pietre, mattoni e tondini di ferro. Sull’accecante biancore dei calcinacci svettano solamente un vecchio minareto e un palazzone annerito dal fuoco.

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Noi caschi blu: umiliati e minacciati

September 22nd, 2006 / Lasciare un commento (No Comments)
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di Maurizio Blondet

Fonte: www.effedieffe.com

Il lettore Edoardo P.: «Stamattina 19 settembre sul Gr3, non ripreso da nessun altro, il comandante del contingente italiano al confine Libano-Israele ha affermato che le violazioni della ‘linea blu’ da parte dell’esercito e dell’aviazione israeliana sono quotidiane».
Dunque subito, anzi prima di cominciare, siamo già a quel che si paventava: l’umiliazione di una forza armata che deve assistere impotente alle violazioni che è stata inviata ad impedire.
E ovviamente, il violatore è ben noto.
La forza d’interposizione ONU, Unifil, è sulla «linea blu» dal 1978: e in questi 26 anni ha avuto 261 morti, fra cui dodici civili.
Tutti e ciascuno, senza eccezioni, ammazzati dal piccolo debole Israele, sempre timoroso per la sua stessa esistenza.
Nessun giornale ha mai parlato di questi delitti – ciascuno dei quali è un crimine di guerra, una violazione delle convenzioni di Ginevra, in quanto aggressione di una forza neutrale, equiparabile alla Croce Rossa – per ovvii motivi: Giuda controlla e intimidisce i media nel mondo.
Nella «guerra della percezione» in atto, controlla tutte le armi.
Conosceremmo i nomi di ciascuno di questi caduti, se fossero stati uccisi da Hezbollah o da musulmani.
Invece ignoriamo chi fossero quei Sikh, pakistani, figiani, poveri soldati del terzo mondo mandati lì a subire una morte umiliante e silenziosa per mano dell’arrogante mondiale.
Poveri animali parlanti, poveri servi noachici.
Segnalavano da 26 anni le continue violazioni, le incessanti arroganti intrusioni: nel silenzio, accuratamente dimenticati.
Ciò non è solo un crimine contro la pace, degno di Norimberga.
Né il silenzio dei media indica solo la complicità ben nota del cosiddetto Occidente, il pregiudizio per cui Israele ha sempre ragione, e gli altri sempre torto.

[Continua →]

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