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Di tutta l’erba un…fascio

December 28th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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Al direttore de “La Stampa”, dr. Giulio Anselmi

Gentile Direttore,

apprendo solo ora, grazie ad alcune segnalazioni, che un paio di settimane fa Mario Baudino, sul Suo giornale, chiamandomi in causa fra i presunti ispiratori della contestazione alla TAV – vicenda sulla quale non ho detto né scritto alcunché, dato che non ho ancora una sufficiente conoscenza di fatti e contesto per esprimermi -, mi ha definito “ideologo dell’estrema destra”.

Perbacco: non sapevo di esserlo. Credevo, anzi, di essere lontanissimo dall’estrema destra. Credevo che, dopo che VENTICINQUE ANNI ORSONO si è conclusa la mia esperienza di militante prima e dirigente nazionale poi del MSI, tutto ciò che ho detto e scritto testimoniasse una totale alterità rispetto agli ambienti neo- o post-fascisti, senza bisogno di abiure strumentali, ma come frutto di una pura e pubblica evoluzione. Credevo che, negli anni in cui sono stato fra gli esponenti di una corrente politico-culturale dalla stampa definita “Nuova Destra”, l’estrema destra mi avesse scaricato addosso sulle sue pubblicazioni, consultabili in archivi e biblioteche, caterve di insulti e minacce. Credevo di essermi distaccato da ogni destra possibile e immaginabile a tal punto di non votarne più alcuna lista elettorale da ben più di vent’anni. Credevo di aver dialogato costruttivamente, in questi anni, con Massimo Cacciari, Giacomo Marramao, Alex Langer, Danilo Zolo, Sabino Acquaviva ecc., senza che nessuno di costoro ravvisasse in me i caratteri dell’”ideologo dell’estrema destra”. Credevo di essermi cimentato sul terreno della ricerca scientifica, con libri pubblicati dal Mulino, da Laterza, da Rizzoli, da Guanda, in cui non una riga può essere addebitata ad un simile retroterra “ideologico”. Credevo di essere professore ordinario di Scienza Politica nell’Università di Firenze e di insegnare cinque materie politologiche senza che i miei colleghi o studenti – molti dei quali certamente di destra non sono – si accorgessero di questa mia connotazione così tenebrosa (sarò un maestro di trasformismo, chissà). Credevo di pubblicare due riviste – il mensile “Diorama” e il quadrimestrale “Trasgressioni” - in cui esprimo idee e opinioni che ognuno è in diritto di confutare e che possono essere giudicate nette (uno dei miei libri, che sul Suo giornale Giuseppe Culicchia ha recensito favorevolmente, si intitola “Contro l’americanismo”) ma certamente del tutto estranee alle passioni, agli umori e alle paranoie dell’estrema destra. Credevo di essermi espresso pubblicamente centinaia di volte contro il razzismo, il culto della violenza, le dittature e gli altri parafernalia dell’estrema destra.

Credevo, ma evidentemente mi sbagliavo, se Baudino è così certo di questa mia natura da attribuirmela senza ombra di dubbio o sfumature. Ci rifletterò su, anche se dubito che riuscirò a trovare motivi per dargli ragione…

Nel frattempo, Le sarei molto grato se Lei volesse cortesemente pubblicare questa mia lettera, a beneficio dei lettori che mi hanno visto appiccicare addosso un’etichetta che giudico incongrua.

La saluto cordialmente

Marco Tarchi

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Tags: Politica