Altermedia Italia
Altermedia Italia: In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario. (George Orwell)


I nigeriani (naturalmente) non amano l’Agip

December 21st, 2006 · Lasciare un commento (No Comments)

Email This Post Print This Post

da Rinascita

Cosa accade in Nigeria? Tre autobombe, ieri, sono esplose contro altrettanti obbiettivi dell’Agip e della Shell. I ribelli nigeriani del Mend (Movement for the Emancipation of the Niger-Delta), che dal 6 dicembre scorso tengono in ostaggio quattro tecnici dell’Agip, tre italiani (Francesco Arena, Cosma Russo e Roberto Dieghi) e un libanese (Imad S. Abed), avevano annunciato poche ore prima l’attacco alle strutture amministrative con un messaggio al Corriere della Sera, nel quale si leggeva che “per ora” non vogliono “stragi di innocenti”.
L’obiettivo è complesso quanto semplice: “cacciare le compagnie petrolifere” dalla loro terra. Perché è proprio questo che accade in Nigeria: le compagnie petrolifere, forti di accordi pagati a peso d’oro con alcune famiglie nigeriane al potere, hanno carta bianca in questo Paese ricco di petrolio e di gas. Un Paese dove, nonostante le grandi risorse energetiche, il popolo nigeriano vive in estrema povertà. Il tentativo dei media embedded è quello di far intendere all’opinione pubblica occidentale che quanto sta accadendo nel Paese è dovuto per lo più alla criminalità comune, che si mescolerebbe alle bande di ribelli come il Mend.

La verità è che, come scrive Antonella Randazzo per www.disinformazione.it (articolo pubblicato di recente da Rinascita) il popolo nigeriano è vessato da un sistema criminale che gli sottrae le ricchezze e lo priva delle condizioni minime di sopravvivenza. E, purtroppo, l’Agip - come le altre corporations - partecipa attivamente a questo sistema avvalendosi di milizie paramilitari che non esitano ad uccidere civili. Nessun telegiornale dice che i corruttori sono le corporations e che le vittime sono le popolazioni, costrette a vivere in condizioni di miseria e di degrado. La Nigeria è il primo produttore di petrolio in Africa e il sesto esportatore nel mondo, eppure oltre il 30% degli abitanti è analfabeta e la disoccupazione tocca livelli del 70%.
L’Agip agisce con metodi al limite della legalità (come le altre corporations) e inventa persino false notizie per depistare e nascondere la verità. E’ mai possibile che l’Eni, la grande Eni di Enrico Mattei che aveva inaugurato un metodo nuovo, innovativo, più giusto e più equo, attivando partecipazioni paritarie con i locali per l’esplorazione, l’estrazione e la commercializzazione delle risorse energetiche, possa essere stata risucchiata in tal modo nella globalizzazione della povertà?
Enrico Mattei pagò con la vita e non c’è da meravigliarsi, dunque, se anche la nostra azienda - adesso - si comporta come le altre “sette” (diciamo che siano ancora tante…) sorelle. E’ la globalizzazione che lo impone. E dove c’è globalizzazione nascono e si consolidano movimenti, seppur attraversati da divisioni e interessi diversi, che si oppongono al sistema e lottano per la propria autodeterminazione.
Non è dato sapere cosa diverrà in futuro il Mend, ma sappiamo che ora è costituito da un arcipelago di movimenti che chiedono una maggiore ridistribuzione delle ricchezze petrolifere. Nel loro manifesto i suoi dirigenti chiedono che i proventi non si fermino nelle tasche di poche famiglie straricche: “Devono raggiungere anche la popolazioni civili, poverissime, che abitano il delta del Niger”, sostengono i ribelli, gli stessi che il 6 dicembre scorso i ribelli del Mend hanno attaccato il terminale petrolifero della Naoc (Nigerian Agip Olic Company, la società mista partecipata dall’Eni) e catturato i quattro tecnici. Gli stessi che ieri hanno fatto esplodere, ieri, tre autobombe contro l’Agip.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...
Share/Save/Bookmark



Tags: Antimperialismo · Politica

0 responses so far ↓

  • There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.

You must log in to post a comment.