Eccoli i rivoluzionari!
Arrivano a frotte sui barconi, sorridenti e ben vestiti. Hanno appena pagato circa 1000 € a testa per comprarsi un rottame capace di rantolare per 60 miglia, prima di esalare l’ultimo respiro sulle coste dell’isola ed essere cannibalizzato dai pescatori del loco. Finalmente hanno raggiunto la loro agognata meta: Italia, Europa.
Più che in fuga dalla miseria e dalla guerra, sembrano tifosi al seguito della nazionale di calcio tunisina, tutti maschi, giovani e giovanissimi. Proprio quelli che dopo la rivolta avrebbero dovuto essere gli artefici della nuova Tunisia finalmente libera, l’anima giovane della rinascita. Hanno abbattuto l’odiato tiranno e poi scappano, emigrano in Italia, lasciando la loro terra nel caos, in mezzo alle faide tribali. Non credono, loro per primi, nella loro terra, troppo faticoso rimanere a lavorare per lo sviluppo, molto più semplice aprire la porta ed affidarsi alla carità italiana.
La Porta, così chiamano Lampedusa in Tunisia . Apri ed entri, senza nemmeno bussare. Come dargli torto? Pensano che dietro ci sia l’Eden…poveri illusi! Un tipetto vispo sui sedici anni, ride guascone mentre dice alla cronista: -Papier ou marriage!- ovvero documenti o matrimonio, adesso che sono qui sono decisi a rimanerci, con le buone o con le cattive. Altri si nascondono il volto, non vogliono essere ripresi, sono gli evasi dalle carceri, pare che ce ne siano un bel po’ e sono venuti fin qui sicuramente con le migliori intenzioni. Facce furbe, espressioni volpine sotto riccioli neri, occhi petrolio e pelle di cuoio arsa dal sole. Sono i saraceni, son tornati dopo secoli; non ne sentivamo la mancanza.
Maroni accenna timido a qualche respingimento, più per rabbonire il popolo della Lega che per convinzione. Sa bene che l’ Europa marpiona non glielo permetterà. La verità è che qui sono e qui resteranno e se anche qualcuno lo sbatti fuori, torna col prossimo peschereccio. Come al solito saremo noi, il popolo minuto, a fare la conoscenza con costoro. Prossimamente nelle strade e nelle piazze delle nostre città.


1 response so far ↓
1 Salvatore Francia // May 1, 2011 at 3:28 pm
Respingerli senza discutere. Non cercano lavoro ma un benessere che non c’é neppure per il lavoro degli italiani. Si favorisce l’immigrazione selvaggia per “calmierare” il costo del lavoro. La crisi é anche dovuta all’importazione selvaggia dei prodotti -di bassa qualità- dei prodotti cinesi frutto di un lavoro malpagato o non pagato. Concorrenza sleale!
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