Stamattina quella che qualcuno ha definito la
“giustizia dei vincitori” ha mandato a morte il
presidente dell’Iraq, Saddam Hussein.
Non c’interessa qui discutere nč delle responsabilitā
politiche nč di quelle morali dell’ex Rais di Baghdad,
in quanto tale giudizio spetterebbe eventualmente al
solo popolo iracheno.
Quello che vogliamo invece sottolineare č che non
bisogna parlare di “giustizia dei vincitori” ma di
“vendetta dei vinti”.
Gli Stati Uniti sono infatti stati sconfitti in Iraq,
grazie alla straordinaria resistenza di un intero
popolo, che non si č mai piegato nč durante l’embargo
nordamericano nč durante l’occupazione del paese ad
opera di Washington e dei suoi alleati.
Quello che pių importa, oggi, č che il 2007 sarā
l’anno del definitivo tracollo dell’imperialismo
statunitense, ormai odiato e rigettato da tutti i
popoli del mondo, al punto che alcuni dei loro pių
infimi collaboratori stanno giā prendendone le
distanze.
L’uccisione di Saddam Hussein rimarrā cosė una magra
consolazione e forse l’ultimo atto della mentalitā
vendicativa puritana che tanto sangue ha sparso negli
ultimi secoli.
Coordinamento Progetto Eurasia - www.cpeurasia.org





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