Cari Camerati,
con la presente, inizia una collaborazione tra Nuovi Orizzonti Europei ed una serie di Gruppi di discussione che fanno riferimento all’Area Nazionalpopolare. Settimanalmente invierò delle opinioni o delle provocazioni che, nelle mie intenzioni, avranno il compito di limare differenze e di individuare i punti di collegamento che dovranno stimolare la creazione della casa comune del fascisti italiani,
Situazione attuale
I Movimenti, o partiti, che teoricamente fanno parte dell’Area Nazionalpopolare sono:
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
Forza Nuova
Fronte Nazionale Sociale
Libertà d’Azione
Movimento Fascismo e Libertà
Movimento Nazional Popolare
Le sei formazioni citate, pur rifacendosi alla ideologia ed alla dottrina sociale del fascismo, sono spesso e volentieri, antagonisti e lo spirito d’etichetta prevale sulle premesse comuni. Chi si ritiene il primo della classe; che afferma di essere l’unica opposizione; che non da nessuna notizia e chi sostiene di essere l’unico Movimento sicuramente e chiaramente fascista.
Tutti hanno le loro buone ragioni per non confondersi con gli altri
Sicuramente i responsabili nazionali di questi Movimento non vogliono rendersi conto che da soli non si approda a niente e non si va da nessuna parte, Eppure assistiamo ad una serie di litigi e rappresaglie degne di miglio causa.
Mettiamoci nei panni di quei camerati che vivono lontani dalla grande politica e dalle diatribe di vertice. Troviamo, in un paese di provincia una trentina di persone, che insieme costituirebbero una forza d’urto, suddivise tra i cinque movimenti in ragione di poche unità per gruppo ed obbedienti alle direttive di vertice.
Che succede?
Nessuno di loro fa niente, Anzi volano le accuse di tradimento e spesso camerati, che hanno condiviso tante battaglie, non si rivolgono nemmeno la parola e, nelle competizioni elettorali, se trovano lo stimolo per provare a presentarsi lo fanno da antagonisti col risultato che nessuna di queste forze partecipa alle elezioni.
Elezioni regionali
A Roma, cinque dei sei segretari nazionali decidono di presentarsi unitariamente con una coalizione – se tale si può definire – denominata Alternativa Sociale.
Tante speranze e tante illusioni.
Gli ottimistici sondaggi attribuivano a quel raggruppamento percentuali di tutto rispetto ma i risultati sono stati inferiori a quelli che, da sola, la Fiamma Tricolore aveva ottenuto alle ultime elezioni politiche.
Cosa non ha funzionato ?
Il prevedibile ostracismo dei partiti della CdL preoccupata da una possibile erosione di voti si è scatenato e l’inadeguatezza delle strutture unita alla impreparazione dei dirigenti periferici ed a candidature scelte esclusivamente in base all’appartenenza dei nomi a fatto il resto.
A ciascuno il suo
Ogni organizzazione a votato i suoi a prescindere dalla qualità o dalla preparazione dei singoli candidati. Gli aspiranti alla presidenza delle regioni hanno parlato esclusivamente a gente che li avrebbe votati in ogni caso. Mai un incontro con la gente e mai fuori da ambienti vicini alla coalizione. Lontano da questi ambienti nessuno ha mai visto un candidati di AS.
E la base?
Considerato che nessuno le ha spiegato che finalmente si correva tutti insieme, almeno lontano dalle città capoluogo, ha continuato a considerare quelli che dovevano essere i compagni di cordata come antagonisti.
Genesi di una disfatta
Un accordo i cui termini non sono mai stati chiariti con la base – Un trionfalismo che non stava ne in cielo ne in terra – la presunzione che i fascisti avrebbero votato la lista in ogni caso.
La Fiamma Tricolore esce dalla coalizione
Con un laconico comunicato il Segretario nazionale della Fiamma Tricolore comunica ai quadri ed alla base che è scaduto ogni accordo con le altre forze della coalizione. – Come per l’accordo nessuna spiegazione.
Debolezza
Come risulta dal verdetto del popolo sovrano la unione di più debolezze non genera una forza ma una debolezza maggiore.
Come potete vedere siamo alla Tabula rasa – se abbiamo ancora la vocazione dei pionieri possiamo ricominciare solo se avremo la forza di ignorare e condannare le idiozie politiche che fanno i capi. Solo il cameratismo di base potrà evitarci la morte politica.
Nelle prossime settimane esamineremo uno per uno i punti di questa analisi e vedremo se la base riuscirà a vedere più lontano del vertice.
Hasta la proxima
Calogero Saccomando





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