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A proposito di “pupe” e “secchioni”

October 26th, 2006 · Lasciare un commento (No Comments)

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di Adriano Scianca

“Riunire le due metŕ della mela”: č questa l’ambizione dei produttori italiani de “La Pupa e il Secchione”, ultimo contendente nell’arena dei reality, versione italiana del format americano “Beauty and the Geek”, creato da Ashton Kutcher (che, per la cronaca, fra le altre cose č anche il giovane marito di Demi Moore). Ovvero, mettere sotto lo stesso tetto sette giovani intellattualoidi timidi ed imbranati ed altrettante aspiranti miss e soubrette piů a loro agio nella movida notturna che fra i libri, agitare bene e vedere cosa ne esce fuori. Conditio sine qua non: tutti i partecipanti devono sottostare inderogabilmente alle ferree leggi dello stereotipo. Ecco quindi che tutti i “secchioni” hanno gli occhiali spessi, l’abbigliamento improbabile, l’ironia da “Settimana Enigmistica” ed una dichiarata mancanza di dimestichezza con l’altro sesso. I tipici nerds dei film sui college americani di qualche anno fa, per intenderci. Quanto alle “pupe”, č d’ordinanza la coscia lunga, il look curato con perizia certosina, l’espressione svampita, meglio se condita da un clamoroso (e sospetto) analfabetismo relativo ad ogni ambito dello scibile umano.

Significativa la didascalia che immortala Silvia, una delle “recluse”: “aspirante sosia di Paris Hilton”. L’avvenente signorina, quindi, aspirerebbe (senza esserlo di giŕ, si suppone) a diventare sosia (sostanzialmente un non-lavoro per cui non occorre alcuna capacitŕ specifica) di una ereditiera priva di qualsivoglia talento, balzata agli onori delle cronache mondane a causa di quella oscura sapienza esoterica chiamata gossip. Il nulla alla terza, insomma.

Cosa, secondo gli autori, debba venir fuori da questa miscela č facile intuirlo. Negli USA circola una battuta che fulmina lo show: si tratta di un esperimento sociale in cui la metŕ dei concorrenti non sa cosa vuol dire la parola esperimento e l’altra metŕ non sa cosa vuol dire la parola sociale. Chiosa la pagina web della trasmissione: “Riusciranno le bellissime a trasformare i secchioni in giovanotti piů attenti alla moda e alle grazie femminili? Potranno i cervelloni convertire le adorabili partner a interessi intellettualmente piů impegnativi dello shopping?”. Ai posteri l’ardua sentenza.

Beninteso, č probabile che le sorti della civiltŕ e l’equilibrio cosmico alla fine non risentano granché delle gesta dei prodi autoreclusi in cerca di notorietŕ. E tuttavia anche “La Pupa e il Secchione” puň forse avere un merito: quello di farci riflettere sulla biforcazione, tipica di una certa modernitŕ, tra i sentieri della cultura da una parte e della bellezza, dell’azione - in una parola della vita - dall’altra. Ed il fatto stesso che la trasmissione abbia battuto negli indici d’ascolto il programma di Michele Santoro (15,97 di share contro il 17,01 del programma di Italia uno), emblema vivente del giornalismo engagč e della tv pretesamente intelligente, ha forse anch’esso un suo significato.

A volerla buttar giů dotta, verrebbe da pensare alla separazione tra teoria e prassi. Torna in mente Platone, che pure, curiosamente, nella vita “secchione” non lo fu davvero: prima di incontrare Socrate e divenire il padre della filosofia europea, il pensatore ateniese fu infatti atleta conosciuto in tutta l’Attica. Un uomo integrale, insomma, a dispetto del dualismo filosofico rimproveratogli, ad esempio, da Nietzsche. Ma senza scomodare lontananze elleniche e reminiscenze filosofiche, va comunque sottolineato come questa idea dell’uomo di cultura timido e malaticcio, spaesato nel mondo ed a disagio con gli altri (e con le altre) sia tutt’altro che scontata e ricorrente nel panorama culturale del Novecento.

Si pensi solo a D’Annunzio. Uomo di mondo se mai ve ne fu uno, il Vate č stato piuttosto l’incarnazione vivente del fatto che azione e contemplazione, esistenza e poesia possono e debbono procedere di pari passo, compenetrandosi e fondendosi in modo che l’un elemento dia senso all’altro, procedendo verso un “annullamento delle dimensioni usuali fra realtŕ e sogno, fra realismo e idealismo, fra arte e vita, fra letteratura e politica, fra rivoluzione e avventura”, per dirla con lo storico Emilio Gentile. E non ci sarŕ bisogno di ricorrere al gossip letterario per ricordare che, tra un impresa aerea e un’avventura legionaria, D’Annunzio sia stato anche tombeur de femme di prim’ordine.

Un po’ come un altro intellettuale d’avanguardia dello stesso periodo, che “come si seducono le donne” pensň addirittura di spiegarlo in un libro, tanta doveva essere l’esperienza fatta sul campo. Parliamo ovviamente di Marinetti. Il quale fu uomo talmente intellettualistico e “secchione” da risolvere gran parte delle dispute teoriche del futurismo con titaniche scazzottate d’altri tempi. Del resto, da uno che definiva la Divina Commedia un “immondo verminaio di glossatori”, che voleva uccidere il chiaro di luna e che considerava ogni museo un monumento alla morte della cultura sarebbe stato difficile aspettarsi atteggiamenti differenti.

Stessa pasta, del resto, era quella di cui era fatto Pierre Drieu La Rochelle, che ebbe modo di scrivere un romanzo autobiografico dal titolo “L’uomo pieno di donne” e che il legame tra cultura e vita ebbe il coraggio di perseguirlo sino in fondo: “Esigo la morte”, scrisse poco prima di suicidarsi nel suo diario, allorché il mondo per cui aveva speso sangue ed inchiostro andava in rovina. E ancora, si pensi a Ernst Jünger, di cui č superfluo ricordare le imprese sui campi di battaglia fra le “tempeste d’acciaio” della Grande Guerra. O ad Evola, grande viveur, playboy e frequentatore di locali notturni almeno fino al momento della paralisi.

Persino un tipico “esemplare da ateneo” come Martin Heidegger, la cui biografia risulta notoriamente appassionante come un modulo 740, č riuscito ad ergersi al di lŕ dello stereotipo dell’intellettuale libresco, noioso ed impacciato. Di lui sappiamo infatti che fu fervido sportivo, alle prese con la ginnastica attrezzistica, col canottaggio, col calcio e con gli sci. Amava sostenere che chi non sa ben eseguire un perfetto stemm cristiania (un movimento dello sci messo a punto negli anni ’20) non puň essere un buon filosofo. Per non parlare, ed č un dato forse ancor piů sorprendente per l’autore di “Essere e Tempo”, del carisma che, nonostante la bassa statura e l’ostentato stile contadinesco, egli esercitava sulle donne. Attenzioni che, per la disperazione di quella santa donna di Frau Elfride, pare fossero ampiamente ricambiate, a quanto racconta Hans Georg Gadamer, suo discepolo e poi anch’egli filosofo di fama.

Pare, insomma, che nelle pieghe della modernitŕ si nasconda un altro modo di essere intellettuali, un modo che non conosce le dicotomie fra bellezza e cultura, vita e arte, azione e ragione. C’č stata, ad un certo punto del Novecento, una certa idea dell’“uomo integrale” che va in trincea con lo Zarathustra nel tascapane, che guida gli aeroplani e scrive poesie, che la sua cultura se la fa nel mondo e non al riparo da esso. Presagi forse di un’altra modernitŕ repressa dal conformismo liberal-catto-progressista e dai suoi santoni culturali, custodi della virtů e “papa laici” alla Bobbio. Nel 1915 Lenin, rivolto ad una compagna le cui vedute in fatto di sesso erano evidentemente troppo rivoluzionarie, scriveva: “gli eccessi nella vita sessuale sono un segno della degenerazione borghese”. Non sarŕ forse azzardato ritrovare qui le origini dell’odierno “secchione”. In fondo, č proprio grazie a questa idea dell’intellettuale moralista che pontifica, che si esprime in un esoterico sinistrese, che, come certi professori di semiotica, disprezza la plebe ignorante fra sbuffi di sigaro e ironia saccente, che alla fine gli istinti piů sani fuggono dalla cultura. Se si allontana la cultura dalla vita, chi ama la vita comincerŕ ad odiare la cultura.

In fin dei conti, se Nietzsche dichiarava di non poter credere ad un dio che non sapesse danzare, per noi oggi č forse giunto il momento di non prendere piů sul serio qualsiasi intellettuale che non sappia essere almeno un buon seduttore.

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Tags: Societa

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