Una grandefolla di amici ma anche di ammiratori ha reso omaggio nel Duomo di Catania ad Angelo D’Arrigo, il campione di deltaplano, morto a 45 anni domenica scorsa a Comiso (Ragusa) in un incidente aereo con il generale dell’aeronautica in pensione Giulio De Marchis. La cerimonia funebre e’ stata officiata dal cappellano della base militare di Sigonella, don Giovanni Salvia, e dal parroco della chiesa Santi Pietro e Paolo, padre Alfio Carciola: “Il suo sorriso e la grande gioia di vivere di Angelo -ha detto il religioso- sono un esempio e uno stimolo per tutti noi. Angelo aveva la grande capacita’ di avere una visione diversa della vita e questo lo possedeva perche’ era al di sopra delle cose della nostra terra”. La vedova di D’Arrigo, Laura Mancuso, ha ricordato il martito come “un uomo semplice, buono e libero”. Al termine della cerimonia funebre e’ stata liberata in volo un’aquila bendata che si e’ posata sulla bara di Angelo D’Arrigo. La salma accompagnata da un lunghissimo applauso e’ stata traslata in municipio per un breve commemorazione ufficiale. Nel pomeriggio la cremazione a Palermo.
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