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Cinema sacro

September 30th, 2005 · Lasciare un commento (No Comments)

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ROMA - Come si fa a mandare un film in testa alle classifiche degli incassi americani? Secondo le major cinematografiche bisogna far vedere i film al pubblico religioso. Il nuovo trend, secondo gli strateghi della comunicazione di Hollywood, è quello di puntare sul pubblico che ha portato al successo “La passione di Cristo”, che a sorpresa ha dominato gli incassi dello scorso anno dopo essere stato promosso con una campagna marketing senza precedenti proprio nelle chiese americane.

Le grandi case cinematografiche hanno iniziato a lavorare in questo senso e la Disney ha scelto di promuovere il suo nuovo film, “The greatest game ever played”, nel mondo cristiano e nelle chiese americane, sebbene il film, che parla dell´improbabile vittoria di Francis Quimet negli U.S. Open del 1913, non abbia contenuti religiosi. «È un film che parla di famiglia, che invita a non mollare i tuoi sogni, è una storia che parla di coraggio», dice Dennis Rice, responsabile della pubblicità dei Walt Disney Studios, «sono valori secolari, ma sono anche valori cristiani». Un altro esempio recente di questa nuova linea di Hollywood è stato quello di “The things about my folks”, protagonista Peter Falk, da poco uscito nelle sale americane, per promuovere il quale chiese, sinagoghe e comunità ebraiche hanno trasmesso inviti per oltre trenta anteprime in diverse città americane.
Se il cinema punta sulle chiese, anche le chiese americane hanno cambiato il loro approccio verso il cinema: tutti gli allarmi su contenuti violenti o sessualmente espliciti nei film non hanno fatto cambiare linea agli studio, quindi le comunità religiose hanno cambiato strategia e hanno deciso di usare il loro potere d´acquisto per sostenere film che riflettono i loro valori.
I responsabili degli studio dicono che quantificare le potenziali entrate dal mercato “religioso” è quasi impossibile, ma Harold Vogel, capo della Vogel Capital Management, una delle maggiori società d´investimento di New York, intervistato dalla Associated Press, ha assicurato che una politica di marketing di questo tipo è giustificata solo se gli studio s´aspettano di guadagnare tra i 25 e i 50 milioni di dollari al box office e pensano di vendere non meno di 5 milioni di dvd. Del resto “La passione di Cristo”, ha guadagnato oltre 400 milioni di dollari nel mondo e molti milioni in più dalle vendite in cassetta e dvd e parte del successo è stato attribuito proprio all´intensa campagna di marketing tra le chiese.
Un mercato enorme, dunque, che ha acceso gli appetiti degli executive delle case cinematografiche hollywoodiane. La Disney punta sul pubblico cristiano anche per portare al successo il prossimo “The chronicles of Narnia: The lion, the witch and the wardrobe” . Basato su un racconto di C.S.Lewis, il film è un “fantasy epic” che nei piani della Disney dovrebbe replicare il successo della trilogia di “Il signore degli anelli”. Per promuovere il film la Disney ha chiuso un contratto miliardario con la Motive Entertainment, la stessa società che ha organizzato la promozione nelle chiese di “La passione di Cristo”.
Anche la Fox si sta muovendo sullo stesso terreno e recentemente ha aperto un sito (www.foxfaith.com) che offre “guide ai film” che presentano non solo clip ma anche testi con riferimenti biblici a singole scene dei film stessi. La Fox sta puntando moltissimo su questo mercato «che ha fame di titoli ma che non è stato ancora accontentato», dice Steve Feldstein, vice presidente della Fox Home video, e ha pubblicato recentemente sia “La passione” sia titoli classici come “La Bibbia” e “Tutti insieme appassionatamente”.

corriere.it

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Tags: Societa