«Mi dispiace, ma a perdonare faccio molta fatica, perchè si perdona un errore, si perdona uno sbaglio, non si può perdonare una crudeltà premeditata, non ci riesco»: è quanto ha dichiarato poco fa il padre di Tommaso, Paolo Onofri, al microfono di Antonio Boschi della Rai dell’Emilia Romagna. Nell’intervista televisiva rilasciata poco fa, Paolo Onofri ha definito il sequestro e l’uccisione del piccolo Tommaso «una immane atrocità». «La vita dell’uomo e soprattutto quella del bambino – e a maggior ragione quella dei bambini piccoli che sono completamente indifesi – è il valore più grande che abbiamo, in assoluto. Tutto il resto non serve a niente.
Quindi io spero, e prego, e lancio di nuovo un appello davanti agli italiani, perchè il sacrificio di Tommaso non si riveli inutili ma serva per aprire le coscienze e far capire alle persone che i bambini sono una cosa sacra». Poi, a proposito degli sviluppi nelle indagini con la iscrizione nel registro degli indagati del capomastro Barbera cui aveva affidato la ristrutturazione della casa, Paolo Onofri, con la voce rotta dal dolore, ha detto: «Il mio bimbo me lo hanno riportato, non come volevo io però. Adesso, per quello che mi riguarda, sono poco interessato agli ulteriori sviluppi.
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