VENAUS, Torino (Reuters) - Centinaia di manifestanti che si oppongono alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa sono accorsi dalle prime ore di stamani davanti a un cantiere della Tav, all’altezza di Venaus, in provincia di Torino, presidiato dalla polizia.
La protesta — che al momento ha visto qualche tafferuglio ma nessun episodio grave, secondo polizia e testimoni — è stata anticipata ad oggi da domani, dopo che nella notte le forze dell’ordine hanno istituito un posto di blocco lungo la statale del Moncenisio in direzione di Venaus, per impedire l’accesso ai dimostranti e consentire di passare.
“Bloccheremo tutta la valle”, ha promesso il presidente della Comunità Montana Antonio Ferrentino. Il leader della protesta è stato poi colto da un malore e ricoverato in ospedale, ma le sue condizioni non sono gravi, secondo quanto si apprende dagli organizzatori sul posto.
Migliaia di cittadini, ambientalisti e sindaci della Val di Susa sono già scesi in corteo lo scorso 16 novembre contro l’opera ferroviaria che dovrà collegare Torino alla francese Lione.
Il blocco della polizia sulla statale ha impedito a molti residenti di andare a lavorare o a scuola, ha detto un rappresentante della Fiom-Cgil, aggiungendo che scioperi spontanei sono in corso in alcune aziende della zona. I Cobas hanno anticipato a oggi uno sciopero previsto per domani, invitando i lavoratori a recarsi sul sito dei lavori, hanno detto fonti sindacali.
SPINTONI DAVANTI AL CANTIERE
La questura dice che al momento non ci sono stati scontri o feriti, a parte il lieve ferimento a un ginocchio dell’europarlamentare di sinistra Vittorio Agnoletto, in visita nella valle con la Commissione petizioni del Parlamento europeo.
Secondo i dimostranti, la polizia ha impedito al pullman degli europarlamentari di recarsi al cantiere di Venaus, circostanza che la Questura in una nota smentisce, dicendo che il mezzo ha regolarmente attraversato il blocco, e che Agnoletto si è fatto male tra gli spintoni dei no-Tav che hanno cercato di passare insieme al bus.
Un malore ha colto invece Ferrentino, che si è sentito poco bene dopo aver parlato alla folla davanti alla zona dei lavori. Sono stati chiamati dei mezzi di soccorso e il leader della comunità montana è stato trasportato in un vicino ospedale per controlli.
COPERTE E CIBO CALDO PER AFFRONTARE LA NOTTE
L’occupazione del sito di Venaus da parte degli abitanti della valle potrebbe durare fino a domani mattina, così da impedire ai lavori di iniziare alle 8 come previsto.
Tra i presenti sono circolati nel pomeriggio tè caldo, coperte, generi alimentari e fornelli per affrontare il freddo.
L’occupazione del sito da parte delle forze della polizia è stato definito dal gruppo di europarlamentari sul posto come “un affronto alla popolazione locale che protesta pacificamente contro l’inizio del primo cantiere di sondaggio”.
Il laburista britannico Michael Cashman, a capo della delegazione, ha chiesto una “valutazione indipendente dell’intero progetto a livello europeo” e ha fatto appello a tutte le parti a non concedere “alcuno spazio per la violenza”.
I comitati che da mesi si oppongono al progetto dell’Alta velocità fra l’Italia e la Francia, finanziato in parte dall’Unione Europea, contestano l’impatto ambientale dell’opera e il rapporto tra costi e benefici, chiedendo di rafforzare i trasporti di merci sulla rete ferroviaria già esistente, a loro avviso sottoutilizzata.
Invece, secondo il consorzio italo-francese che deve realizzare il progetto - i cui tempi di lavoro sono stimati in nove anni nella parte italiana - dalla Tav verranno benefici per i passeggeri, che andranno da Torino a Parigi in un’ora e 45 minuti contro le attuali quattro, per il trasporto delle merci e anche per l’ambiente, dato che per oltre 50 chilometri la linea sarà sotterranea.
Le proteste delle settimane passate sono state segnate da incidenti tra manifestanti e polizia nelle aree destinate ai sondaggi del terreno, ma anche dall’arrivo di pacchi esplosivi da parte di presunti anarco-insurrezionalisti. Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu aveva parlato alla Camera del rischio di infiltrazione di “gruppi eversivi” nelle proteste pacifiche, citando in particolare il caso della Val di Susa.
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