MILANO - ”Ho preparato l’acqua del bagnetto nella vaschetta poi ho preso Mirko e l’ho messo a testa in giu’ nell’acqua… non ricordo altro”. E’ stata una drammatica confessione quella di ieri sera, quando Mary Patrizio, in carcere da una settimana per l’ omicidio del figlio Mirko di 5 mesi, ha raccontato i drammatici particolari della morte del bimbo.
Ancora in stato confusionale, la donna ha comunque ammesso di aver ucciso lei il suo bambino, dopo aver negato per due settimane, prima inventandosi una aggressione quindi chiudendosi dietro i ”non ricordo”.
”Sono stati momenti molto delicati, in cui Maria ha fatto dei racconti che spesso stanno su una duplice se non triplice realta’ - ha spiegato uno dei legali della donna, l’avv. Ernesto Rognoni -. Anche se l’interrogatorio e’ durato a lungo, in realta’ cio’ che ha detto Maria poteva essere raccontato in 10 minuti. Ci sono state molte pause, molti momenti in cui la donna e’ passata dalla disperazione piu’ completa ad un totale stato confusionale”. Secondo il legale, deve comunque essere esclusa qualunque premeditazione nel gesto. ”Siamo chiaramente di fronte a un quadro clinico molto delicato - ha detto Rognoni - come dimostra anche il fatto che la signora e’ stata in cura da uno psichiatra”.
Il legale, questa mattina, ha ancora una volta ribadito la richiesta di arresti domiciliari per Mary. ”Dopo la confessione - ha detto Rognoni - riteniamo inutile che resti in carcere, un luogo del tutto inadatto per una persona nelle condizioni della signora Patrizio: deve essere portata al piu’ presto in una struttura clinica attrezzata”.





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