Maometto al rogo. Dopo i sanguinosi incidenti per le «vignette satiriche» danesi, scoppia un nuovo caso. Ad alimentare il rischio di nuovi scontri con il mondo islamico radicale ci pensa la rivista Studi cattolici, mensile vicino all’Opus Dei. Il direttore Cesare Cavalleri ha mandato in stampa una vignetta che mostra Dante e Virgilio sull’orlo di un girone della Divina Commedia lambito dalle fiamme con diavoli armati di forcone. «Quello là diviso a metà dalla testa alle chiappe non è maometto?» chiede Dante a Virgilio. Risposta: «Sì ed è diviso perché ha portato la divisione nella società».
L’Opus Dei ha preso le distanze dalla rivista. «San Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opera, avrebbe dato la vita per rispettare la libertà religiosa di chiunque», dichiara Giuseppe Corigliano, portavoce dell’Opera, il quale precisa che il mensile «non rientra tra le pubblicazioni ufficiali e ufficiose della prelatura che ha solo un bollettino semestrale intitolato Romana». La vicenda ha provocato la reazione dell’Ucoii, Unione delle comunità islamiche italiane («Che dire? La madre dei cretini è sempre incinta» ha chiosato il segretario Roberto Piccardo) mentre dissenso è arrivato anche da mario Scialoja, direttore della Lega mondiale musulmana in Italia , che ha bollato la vignetta come «una cosa di estremo cattivo gusto».
Cavalleri incolpa Dante: «Mometto all’inferno ce l’ha mandato lui. Spero solo che questo non produca attentati, se cio avvenisse confermerebbe solo le posizioni idiote» dell’islam radicale.
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